Page 236 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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i Carabinieri del 1945 - la lIberazIone
vano a sottrarli al linciaggio e alle sevizie da parte delle vittime trasformate in car-
nefici e, purtroppo, i camini fumavano ancora .
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la ricerca del cibo continua a scatenare violenti risse, molti ormai liberi di muo-
versi escono dal lager, percorrono le campagne e i villaggi per saziare la fame. durante
la notte nelle baracche molti prigionieri urlano, si svegliano, tornano gli incubi peggio-
ri, ma è solo un sogno, un brutto sogno mentre dalle f nestre delle baracche continua
a f ltrare il lezzo dei cadaveri e dei corpi bruciati di cui nulla rimane se non un pugno di
cenere che tolgono il respiro. Col passare delle settimane cresce l’attesa per il rimpatrio.
Agli inizi di luglio è il turno degli italiani presi in carico dalla Croce Rossa
internazionale. dei cinquecento partiti dal campo di Bolzano 470 non torneranno più
a casa. Ciamarra è tra i trenta sopravvissuti. Per loro inizia il viaggio verso la svizzera che
però nega il permesso di soggiorno non avendo l’autorizzazione del comando alleato
italiano. Vengono accolti nella zona controllata dai francesi. insieme con un compa-
gno siciliano Ciamarra passa in vari ospedali tra i quali quello di herisau in svizzera.
intanto l’ordine di rientrare in italia continua a tardare così Ciamarra con gli altri del
gruppo ricorrendo a mezzi di fortuna decidono di raggiungere luf ngen e poi Varese
da dove ognuno prende la sua strada. Alcuni giorni dopo riesce a raggiungere il Molise
e la sua torella del sannio. Ciamarra può f nalmente riabbracciare la madre, il padre,
le sorelle, la f danzata, gli amici e tutte le persone care che aveva lasciato prima che ini-
ziasse il suo calvario. i suoi occhi sono ancora smarriti, il suo volto scavato, il f sico debi-
litato ma la gioia è incontenibile. nella sua mente riaf orano i ricordi di quand’era allie-
vo carabiniere a Roma, l’Arma e l’uniforme che ha indossato sono memoria viva dif -
cile da rimuovere. nel profondo del suo cuore continuerà a sentirsi carabiniere anche
se per amore, dopo il matrimonio con Antonietta , impiegata delle poste, deciderà di
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non indossare più l’uniforme. sceglierà infatti di seguire le orme paterne diventando il
postino del paese. Per anni Ciamarra prova quasi vergogna per ciò che gli è capitato. la
sua “odissea” rimane sigillata nei meandri più remoti della mente, ma come in un f lm
giorno dopo giorno riaf orano le peripezie, le sevizie, le sof erenze e le atrocità vissute
a Mauthausen. Poi, dopo un viaggio nei luoghi della memoria compiuto con la fami-
glia nel 1997, il suo racconto diventa storia affinché - amava ripetere - il sacrificio di
tante giovani vite possa essere di monito alle future generazioni. Ciamarra si spegne il 5
dicembre 2011 ad 88 anni. il comune di torella gli ha intitolato una scalinata. sulla
lapide una semplice scritta: nicolangelo ciamarra. Il partigiano Silvio deportato nel
lager Kz di mauthausen.
36 ivi, p. 27.
37 Antonietta Colitto.
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