Page 149 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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l’aRma nel noRd-est: il battaglione X
ro verif cate situazioni di emergenza, ciò col chiaro scopo di evitare il ripetersi del-
l’evasione del 1944. nonostante tutto ciò, il 28 aprile 1945 ebbe inizio la seconda
operazione Baldenich. Il partigiano Grasselli si recò all’ingresso del carcere e chiese
di parlare con l’appuntato Aldo savoia (Lince), non era insolito che i cittadini si
recassero presso il carcere a chiedere notizie dei loro cari; dunque, il primo contatto
avvenne senza destare sospetti. Una volta incontrato il militare gli fu riferito un
messaggio tanto breve quanto importante: lapin aveva dato ordine di agire. Per
prima cosa l’appuntato riferì al capo della guarnigione tedesca che era atteso al tele-
fono e, una volta che l’uf ciale entrò nella stanza del telefono, lo assalì insieme a
Grasselli disarmandolo. La stessa sorte toccò ad altri due militari che, notata l’assen-
za del comandante, erano andati a cercarlo.
L’operazione era iniziata nel migliore dei modi. mentre i tre venivano rinchiu-
si nella stanza, i carabinieri agirono in maniera simile nel resto della prigione: un sol-
dato tedesco fu rinchiuso nella cucina, altri due vennero catturati mentre riposava-
no in branda, un altro ancora fu sorpreso alle spalle mentre era intento a leggere dei
documenti d’uf cio, imbavagliato e rinchiuso in uno sgabuzzino. I diciannove
militari germanici presenti nel carcere vennero in poco tempo fatti prigionieri senza
che nessuno potesse dare l’allarme: rimanevano solo i militari schierati sui cammi-
namenti della cinta muraria. Bisognava agire con un’attenzione ancora maggiore
per evitare di allarmare i comandi tedeschi della zona e, per fortuna dei nostri mili-
tari, la conformazione del carcere non permetteva un’ampia visuale consentendo ai
nostri di agire con maggiore tranquillità.
Il primo gendarme fu colpito alle spalle dal calcio del moschetto e perse i sensi,
un altro fu assalito da savoia e in breve tempo si trovò con una mano dell’appun-
tato sulla bocca e l’altra impegnata nel disarmarlo; in meno di tre minuti, i carabi-
nieri avevano preso il controllo del carcere in assoluta segretezza. raga, che attende-
va insieme alle forze di mandolesi su di una vicina altura, raggiunse i suoi uomini e,
insieme, aprirono le celle liberando i prigionieri.
L’operazione sembrava ormai conclusa quando arrivò l’imprevisto: fu vista
arrivare una squadra di 12 soldati, inviati dal comando germanico a controllare per-
ché il carcere non rispondesse alle chiamate. I militari dell’Arma seppero però man-
tenere la calma anche in questa occasione: l’appuntato savoia si fece trovare all’in-
gresso come se nulla fosse accaduto, accolse i soldati e li fece entrare nel carcere, una
volta giunti nel cortile, furono circondati da partigiani, detenuti e carabinieri che gli
intimarono di arrendersi. Il gruppo tedesco era però di tutt’altro avviso e così ebbe
inizio un violento conf itto a fuoco in cui persero la vita un maresciallo e un sergen-
te teutonici e che terminò con la resa del piccolo gruppo che esaurì ben presto le
munizioni.
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