Page 148 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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I Carabinieri del 1945 - la libeRazione
4. La seconda beffa di Baldenich
L’avanzata degli eserciti alleati proseguiva inesorabilmente ed anche la libe-
razione del nord Italia era ormai prossima. nei primi giorni di aprile iniziò l’of-
fensiva di primavera che aveva l’obiettivo di liberare def nitivamente tutta la
Penisola, superando la linea gotica per poi dilagare nella pianura padana e punta-
re, tramite Bologna, in una triplice direttrice verso la Lombardia, il Veneto ed il
Piemonte .
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Le forze partigiane non volevano attendere passivamente e prepararono i
piani di insurrezione e liberazione di numerose città . nella sua relazione di servizio
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sui fatti del 28 aprile 1945, raga riferisce che sin dal mese di marzo, mandolesi,
intento a preparare i piani di liberazione della città si preoccupava della liberazione
dei detenuti politici del carcere di Baldenich.
L’attività era inizialmente prevista per il 28 marzo, quel giorno lapin, dopo
aver terminato il suo servizio presso il carcere, si stava recando presso la riunione
f nale con i capi partigiani per def nire gli ultimi dettagli, durante il tragitto incon-
trò però tre partigiani del vicino Borgo Prà che, inconsapevoli dell’attività in corso
di pianif cazione, si stavano recando con corde e scale preso il carcere convinti di
avere gioco facile nel liberare i prigionieri. Immediatamente accelerò il passo e giun-
to sul luogo della riunione chiese ed ottenne un rinvio dell’operazione al mese suc-
cessivo poiché i soldati tedeschi avevano ricevuto rinforzi e i carabinieri avevano
ricevuto indicazione di astenersi da qualsiasi iniziativa sino all’ordine del loro
comandante. nel mentre la situazione stava diventando sempre più tesa; difatti, a
due giorni dall’operazione, il 26 aprile, il tenente Georg Karl comunicò a raga di
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essere a conoscenza del fatto che i carabinieri collaborassero con i partigiani e che
presto “avrebbe aggiustato i conti con loro”, questa minaccia non fece che raf orza-
re nel maresciallo la necessità di agire celermente ma allo stesso tempo di assicurarsi
che l’azione si svolgesse alla perfezione: un minimo errore sarebbe costato la vita ai
suoi uomini ed ai detenuti.
I tedeschi in servizio al carcere erano, difatti, superiori in numero rispetto ai
quindici carabinieri che possedevano pochissime munizioni, comunque insuf -
cienti per poter immaginare un qualsiasi scontro; inoltre, il tenente Karl aveva dato
chiaro ordine di eliminare i detenuti lanciando bombe a mano nelle celle se si fosse-
22 r. Battaglia, storia della resistenza italiana, torino, einaudi, 1973, p. 619.
23 Con l’ordine di insurrezione generale del 25 aprile vi fu la liberazione di milano, la stessa sorte toccò
a torino il 28, mentre Belluno dovette attendere la f ne di intensi combattimenti che si protrassero
f no al 3 maggio.
24 Comandante della sezione Gestapo di Belluno, si macchiò di numerosi omicidi e torture durante il
suo periodo di servizio presso la caserma tasso di Belluno.
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