Page 152 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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I Carabinieri del 1945 - la libeRazione




                  Il gruppo fu aggregato al Battaglione “spirito” e, tra gli altri, si distinse il cara-
             biniere Giacomo Bagnis per la sua calma, lo sprezzo del pericolo e, su tutto, la sua
             abilità nel tiro mirato col fucile mitragliatore. dopo essersi assicurato delle condi-
             zioni dei suoi militari, raga tentò di ritornare in città ma trovò la via sbarrata da
             truppe nemiche, dunque, insieme a Falconieri, decise di aggregarsi agli altri carabi-
             nieri in montagna.
                  Il maresciallo non prese parte, dunque, agli intensi combattimenti che si svol-
             sero a Belluno tra il 1° e il 2 maggio, ma comunque si trovò impegnato in un servizio
             di vedetta sul campanile di Cavarzano, in “compagnia” di un tiratore scelto tedesco
             che, dal villino “micheloni”, vicino alla sua posizione lo tenne vigile sull’importan-
             za dei principi della copertura onde evitare di esser colpito.
                  I carabinieri concorsero inoltre alla cattura di circa tremila prigionieri. nella
             tarda mattina del 3 maggio i combattimenti cessarono, Belluno era f nalmente libe-
             ra e i protagonisti furono le numerose formazioni partigiane, su tutte il Battaglione
             X; l’arrivo delle truppe americane, che avvenne nel corso della giornata ebbe il solo
             ef etto di cristallizzare la situazione. raga e Falconieri decisero di saggiare l’umore
             della popolazione, a tal proposito attraversarono la città in uniforme riscuotendo
             plauso ed ovazione della cittadinanza. ottenuta questa conferma, sf lò alla testa dei
             suoi uomini nella parata generale organizzata il 25 maggio e, anche in questo caso,
             i cittadini dimostrarono tutto il loro af etto per i carabinieri. Intanto, sin dal 4 mag-
             gio, il Comitato di Liberazione aveva nominato il maresciallo “commissario straor-
             dinario per il comando dei carabinieri di Belluno” onde assicurare la ripresa dei ser-
             vizi regolari. La stima da parte dei vertici del movimento di liberazione nei confron-
             ti del sottuf  ciale era di prim’ordine, tant’è che il 12 maggio gli fu of erta la carica
             di “Commissario reggente la questura di Cortina d’Ampezzo” , incarico che però
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             fu declinato dallo stesso militare, il quale avrebbe dovuto, in questo modo, abban-
             donare i suoi uomini.
                  Per  meglio comprendere l’importanza  del  ruolo  svolto  dal  comandante
             “Lapin”, basti considerare che se gli fosse stato concesso di recarsi in montagna
             (come aveva  richiesto)  egli  avrebbe avuto il “grado”  di  comandante  di  Brigata
             Partigiana, come dichiarato dallo stesso CLn di Belluno e dal dottor da Val (il già
             citato dirigente dei sIP nell’area veneta).

             6. La fine della guerra
                  Con la f ne degli scontri ed il ritorno della pace nella città, iniziava il primo


             27  La fonte utilizzata è la relazione redatta dallo stesso raga, è molto probabile che il termine questura
               sia  stato utilizzato in  maniera  impropria  per indicare l’uf  cio  di  P.s.  del  luogo,  cioè  il
               Commissariato, non essendo Cortina città capoluogo.

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