Page 156 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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I Carabinieri del 1945 - la libeRazione




                  Quando le  truppe Alleate  sbarcarono in sicilia  nel  luglio  del  1943,  il
             Comando Generale emanò per tutti i carabinieri la disposizione di “restare al f anco
             della popolazione” ed è ciò che raga ed i suoi uomini fecero anche nei momenti più
             critici o quando fu la loro stessa vita ad esser messa in pericolo . tale animosità si
                                                                      38
             può scorgere in ognuno dei componenti del Battaglione X che si distinse tra le for-
             mazioni partigiane per la sua unità di intenti; ciò è dovuto a due fattori direttamen-
             te riconducibili al loro comandante: la leadership esercitata da raga (unita alle sue
             evidenti doti organizzative) e la volontà di creare un reparto di soli appartenenti
             all’Arma. Il comune sentire di militari provenienti dallo stesso percorso permise al
             gruppo di essere ef  ciente in ogni situazione; inoltre, raf orzò profondamente la
             determinazione di ognuno dei componenti che, in virtù del forte legame, sapeva di
             poter contare sul militare al suo f anco.
                  L’Arma si distinse, ancora una volta, per il suo contributo e la sua preparazio-
             ne, tanto da non sbandare a seguito delle repressioni dell’estate del 1944; fu inoltre
             elemento di moderazione tra gli orrori della guerra che avevano reso la vendetta una
             pericolosamente  normale consuetudine.  Furono i carabinieri  a  salvare la vita  ai
             tedeschi catturati il 28 aprile 1945 a Baldenich, nonostante li avessero torturati e
             spesso maltrattati; e prima di lasciare il carcere consegnarono anche alcune scorte di
             acqua e cibo ai prigionieri. Allo stesso modo, i carabinieri si occuparono di rifornire
             di alimenti anche coloro che gli erano stati avversi, come nel caso della signora
             Costa. tutto questo sforzo era indirizzato al f ne di far prevalere l’umanità, la ragio-
             ne sull’istinto perché non prevalesse l’idea Hobbesiana del Leviatano come unico
             garante della pace tra gli uomini. L’Italia aveva ritrovato la libertà dopo venti anni,
             ma le serviva un popolo unito e non una massa divorata dalle divisioni; questo era
             chiaro a tutti coloro che avevano combattuto con la sola idea di consegnare alle
             generazioni future una terra libera.
                  Una  sapienza  “del  cuore”,  per usare le parole  dell’onorevole Giulio
             Andreotti , che rappresenta (quando neanche esisteva la moderna Costituzione) il
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             primo fulcro  di  una  società  democratica.  I  carabinieri  sono  stati  tutto questo:
             custodi di una importante eredità e promotori del futuro. oggi, dopo ottant’anni
             dalla liberazione, la città di Belluno ricorda il sacrif cio degli uomini dell’Arma che
             seppero essere una meravigliosa rappresentazione di onore, lealtà e volontà.





             38  https://www.quotidianocontribuenti.com/operazione-husky-80-anniversario-dello-sbarco-in-sicilia/
             39  Frase pronunciata dall’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti durante il convegno Il para-
               dosso della democrazia, la difesa dell’imperfezione, del 24 agosto 1989, in occasione della decima edi-
               zione del meeting di rimini, al quale a partecipato anche l’onorevole roberto Formigoni.

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