Page 153 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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l’aRma nel noRd-est: il battaglione X




               giorno di libertà anche nel quartiere di Cavarzano. I beni alimentari catturati nel
               corso degli scontri, furono distribuiti alla popolazione. nel volume “Cuore 1944”,
               è presente un racconto, direttamente scritto da raga, che ben spiega il clima presen-
               te in città in quei giorni: nei primi mesi del 1945, la vita in belluno era davvero
               dura. ogni cosa era tesserata e le razioni erano insufficienti. si soffriva la fame.
               l’allarme aereo suonava a tutte le ore. dall’imbrunire sino al mattino nessuno pote-
               va circolare per la città, perché col coprifuoco, le pattuglie tedesche sparavano anche
               alle ombre. […] gli abitanti (di Cavarzano) erano tutti partigiani, ad eccezione di
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               un paio di famiglie” . tra queste poche famiglie vi era una famiglia composta dal
               signor Costa, maresciallo della milizia fascista con compiti contabili in un’altra
               città, la moglie, una casalinga e i loro due figlie: aida e Radames. nel corso dei mesi
               la popolazione iniziò a vedere la “signora Costa” (come la soprannominavano) con
               maggior sospetto poiché non nascondeva la sua avversione nei confronti dei partigiani
               e gli abitanti temevano che potesse denunciarli. la situazione continuò immutata
               sino al 3 maggio quando la città venne liberata. i carabinieri e gli altri combattenti
               iniziarono  a distribuire carne  alla popolazione  senza distinzione  tra chi  aveva
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               sostenuto la Resistenza e chi invece vi era avverso. Quando i carabinieri giunsero dai
               Costa, ad aprire fu la piccola Radames e, istintivamente, la madre si frappose spa-
               ventata tra la lei e i militari, temendo che si trattasse di un’azione di rappresaglia.
               Quando però le fu spiegato che stavano distribuendo della carne rimase così scioccata
               da non riuscire a dir nulla. “gli occhi però le si erano gonfiati di lacrime e forse in
               quel momento aveva incominciato a capire che i partigiani non avevano lottato per
               fare delle rappresaglie ma perché ognuno, nella riconquistata libertà, potesse pensare,
               parlare e agire con la propria testa. Forse in quel momento aveva iniziato a capire che
               per i suoi figli era nato un giorno migliore .
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                    Questa è solo una delle tante microstorie che rappresentano le dif  coltà del
               periodo post-bellico: il Paese era in pezzi e lacerato da una lunga guerra (anche) civi-
               le che aveva deteriorato il tessuto sociale. ricucire era doveroso ma ci volevano
               anche tempo e comprensione.
                    Le formazioni  partigiane furono  sciolte  e i carabinieri  del  Battaglione X
               abbandonarono i loro nomi di battaglia per dare il loro contributo nella ricostru-
               zione del Paese.


               28  Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, direzione dei Beni storici e documentali (AsACC),
                  documentoteca, scatola 1916, fascicolo 11 (d 1916.11).
               29  Gli alimenti derivavano dal bestiame e dalle scorte alimentari sequestrate ai tedeschi sconf tti nei
                  giorni precedenti.
               30  C. G. rosi, s. mariani, Cuore 1944 antologia della Resistenza europea, 1976, Lucca, edizioni di edu-
                  cazione democratica.

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