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i Carabinieri del 1945 - la liberazione




                  Ciascuna divisione fu dotata mediamente di due sezioni miste carabinieri. La
             forza delle sezioni carabinieri divisionali era di un uf  ciale subalterno e sessantacin-
             que sottuf  ciali, appuntati e carabinieri, ordinati in quattro squadre, di cui una
             comando e tre di impiego. L’armamento di reparto era modesto: due soli fucili
             mitragliatori nella squadra comando della sezione.
                  Le possibilità di trasporto erano invece assai diversif cate: secondo i mezzi di
             cui disponevano le squadre d’impiego, si distinguevano infatti sezioni carabinieri
             miste (una squadra motociclisti e due squadre ciclisti), sezioni carabinieri motoriz-
             zate (una squadra motociclisti, due squadre autocarrate), sezioni carabinieri celeri
             (una squadra motociclisti, due squadre a cavallo, peraltro di forza ridotta), sezioni
             carabinieri alpine (due squadre a cavallo o someggiate, una motorizzata). a fattor
             comune, la squadra comando aveva una certa capacità di trasporto aggiuntiva
             (l’autovettura, l’autocarro e alcune motociclette). Presso ogni divisione, per coor-
             dinare le sezioni carabinieri fu previsto un capitano, comandante dei carabinieri
             della divisione: sovente, tuttavia, nell’indisponibilità di un suf  ciente numero di
             uf  ciali l’incarico fu assolto dal più elevato in grado o più anziano dei comandanti
             di sezione.
                  analogamente, a ciascuno dei ventiquattro corpi d’armata vennero assegnate
             due sezioni miste  ed  una sezione celere carabinieri,  mentre ciascuna delle nove
             armate fu dotata in media di dieci-undici sezioni miste e di una sezione celere cara-
             binieri, peraltro di organico generalmente ridotto rispetto alle sezioni divisionali
             (un uf  ciale, sei sottuf  ciali, trentanove appuntati e carabinieri, su due sole squadre
             d’impiego). a livello corpo d’armata l’incarico di comandante dei carabinieri era
             devoluto a maggiore, a livello armata a tenente colonnello.
                  L’incarico di comandante superiore dei carabinieri, af  dato a colonnello e
             dipendente direttamente dallo stato maggiore del regio esercito, era invece previ-
             sto a livello di gruppo d’armate o di armata autonoma. Ulteriori sezioni vennero
             assegnate alle intendenze ed alle delegazioni di intendenza, con organico tenden-
             zialmente più  consistente,  per  il  servizio nelle  retrovie  e,  soprattutto,  presso  i
             comandi tappa. a ciascun comando di Grande unità, inoltre, fu af  ancato un
             nucleo postale.



               erano schierate 35 alla frontiera francese, 11 sul conf ne orientale, 14 in Libia, 5 in albania, 1
               nell’egeo, 2 il Sicilia, 2 il Sardegna, 3 in italia centrale e meridionale, 2 in africa orientale. Solo
               una cinquantina di esse, benché incomplete, potevano considerarsi ad un livello di ef  cienza ope-
               rativa appena accettabile: le intese tra Mussolini e Hitler dell’anno precedente, infatti, prevedeva-
               no che la guerra non sarebbe cominciata prima di un triennio, e l’impreparazione militare italiana
               fu documentata nella stesse riunioni dello SMG in cui l’entrata in guerra fu peraltro decisa egual-
               mente, nella convinzione, che pareva avallata dallo sfondamento tedesco in Francia, ch’essa sareb-
               be stata breve.
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