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la Polizia militare. Pagine della Storia dell’arma (1919-1945)
alcune migliaia furono i carabinieri che riuscirono a conf uire nella
resistenza balcanica, e molti fra essi nella divisione partigiana Garibaldi: dei seimila
soldati italiani di cui questa constava, non meno di cinquecento erano carabinieri
della 258 , 280 , 411 e 412 sezione (divisioni Venezia e taurinense), della 2 com-
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pagnia del XXiV battaglione e dell’Xi battaglione. Nella divisione garibaldi, i
militari dell’arma assunsero spesso funzioni di comando, continuando inoltre ad
assolvere compiti di polizia militare, sempre distinguendosi “tra i primi dove si
combatteva e dove si moriva”, secondo la testimonianza del maggiore Carlo
ravnich già comandante del gruppo aosta. il ruolo dei carabinieri nella divisione
garibaldi è testimoniato dalla medaglia d’argento appositamente concessa alla
bandiera dell’arma.
in Grecia, il maggiore Livio Duce era stato ferito e catturato dai partigiani f n
dal 13 agosto. torturato a lungo perché sottoscrivesse una falsa dichiarazione,
destinata a trarre in inganno altri reparti italiani, l’uf ciale aveva sempre resistito; il
24 settembre, quando ormai gli italiani non dovevano esser considerati più nemici,
venne trucidato: alla sua memoria verrà concessa la massima ricompensa al valor
militare.
a Cefalonia, nei ranghi della divisione acqui erano inserite la 27 sezione cara-
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binieri mista (tenente alfredo Sandulli) e la 2 compagnia del Vii battaglione cara-
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binieri (capitano Giovanni Maria Gasco). Dal 15 al 22 settembre i carabinieri par-
teciparono egregiamente a tutti i combattimenti: fu il sottotenente orazio
Petruccelli del Vii battaglione che, sf dando la presenza nemica, ammainò la ban-
diera nazista sulla piazza di argostoli, innalzando quella italiana, quindi attaccando
ed annientando col suo plotone la guarnigione tedesca. il tenente Sandulli, con la
sua sezione, conquistò il 15 settembre un caposaldo occupato dal nemico e lo difese
f no all’ultimo, all’arma bianca. Ciò che seguì quando le forze italiane furono
sopraf atte fu il più barbaro massacro che la storia militare ricordi: tutti gli uf ciali
e 4.750 fra sottuf ciali e militari di truppa italiani furono trucidati per adempiere la
feroce vendetta ordinata da Hitler contro gli ex-alleati; tre uf ciali e diciotto militari
erano dell’arma, ché quasi tutti gli altri erano già caduti .
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anche le guerre partigiane richiedono un’attività di polizia militare, se pur del
tutto specif ca e peculiare, e dif cilmente confrontabile con quella svolta nel conte-
sto delle operazioni convenzionali.
7 alla memoria del tenente Sandulli e del sottotenente Petruccelli fu conferita la medaglia d’oro; del
capitano Gasco e di nove altri carabinieri, quella d’argento; degli altri nove trucidati, quella di bron-
zo. alcuni carabinieri sfuggiti alla cattura conf uirono con altri soldati nel raggruppamento banditi
acqui, che compì azioni di guerriglia f no al novembre 1944, in cui poté rimpatriare. appena rien-
trato in italia, il raggruppamento acqui chiese, come unico riconoscimento, di poter essere subito
inviato al fronte per riprendere a combattere i tedeschi che avevano trucidato la loro divisione.
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