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i Carabinieri del 1945 - la liberazione




                  in Dalmazia, scioltosi il XViii corpo d’armata, il iX battaglione carabinieri
             restò invece un’unità compatta ed ef  ciente. il suo comandante, tenente colonnel-
             lo Luigi Venerandi, insieme con il comandante dei carabinieri del corpo d’armata,
             tenente colonnello attilio Venosta, assorbirono in esso i carabinieri delle disciolte
             sezioni e della territoriale, nonché volontari di altre armi: costituirono così f n dal
             13 settembre il battaglione carabinieri Garibaldi, prima unità organica italiana della
             resistenza balcanica. Uscito da Spalato per sottrarsi al disarmo, il reparto assunse
             subito un atteggiamento of ensivo attaccando le forze germaniche accerchianti la 9
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             divisione partigiana jugoslava e sbloccandone così la situazione: ciò rinviò f no al 27
             l’occupazione tedesca di Spalato, consentendo a tremila soldati di imbarcarsi per
             l’italia. Nei mesi successivi, il battaglione si schierò sulle montagne di Dubrava, ove
             diede vita, per tutto il prosieguo delle ostilità, a una continua ed ef  cace guerriglia
             che ebbe un ruolo determinante nelle operazioni balcaniche .
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                  Nei Balcani meridionali, le ventinove sezioni carabinieri della 9  armata e dei
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             corpi d’armata dipendenti, insieme con numerosi militari delle legioni di tirana e
             di Valona, ovunque resistettero ed inf ne tentarono di congiungersi in formazioni
             partigiane per combattere sulle montagne. Non sempre il tentativo riuscì: il 19 set-
             tembre, 129 carabinieri della 9  armata, con il loro comandante, tenente colonnello
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             Giulio Gamucci, evacuarono tirana per unirsi alla resistenza albanese ma, prodi-
             toriamente catturati e disarmati dai partigiani, furono barbaramente massacrati un
             mese più tardi per abietti motivi politici. analoga sorte ebbe il capitano dei carabi-
             nieri alberto Carminati che, raggiunto un comando partigiano per of rire la colla-
             borazione del suo reparto, si vide rinfacciare la fucilazione, avvenuta in passato e
             dopo regolare processo, di due albanesi. riuscì a scagionarsi, ma mentre rientrava
             al reparto fu trucidato da alcuni esaltati.
                  Nella difesa di ragusa il 12 settembre si distinsero i carabinieri del Vi corpo d’ar-
             mata, agli ordini del tenente colonnello alfredo Voce. alcuni di essi, con un ardito
             colpo di mano, si impadronirono di un piroscafo di rifornimenti tedesco, dopo aver
             catturato i soldati di scorta. Lo stesso giorno, il tenente Baldassarre Montefusco, alla
             testa della 33  sezione mista, attaccò la sede della divisione marche, già occupata dai
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             tedeschi, la rioccupò e la difese per ore, in attesa dei rinforzi: nell’azione caddero due
             carabinieri ed il tenente Montefusco meritò la medaglia d’argento.


             6  Signif cativa è in proposito la croce di cavaliere dell’ordine Militare d’italia concessa al tenente
               colonnello Venerandi: Ufficiale di elevatissime doti morali e militari, trovatosi oltremare all’atto
               della proclamazione dell’armistizio, in tragici momenti di disorientamento e di smarrimento gene-
               rale indirizzava i dipendenti sulla via tracciata dalla tutela dell’onore militare e dal prestigio e buon
               nome dell’esercito, costituendo, fra difficoltà e pericoli, il primo reparto italiano che, a fianco di for-
               mazioni di altro esercito, combatteva valorosamente e vittoriosamente contro il nemico tedesco. La stes-
               sa decorazione, con analoga motivazione, fu concessa al tenente colonnello Venosta.

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