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i Carabinieri del 1945 - la liberazione




                  il 1943 vide gli eventi precipitare: dopo lo sbarco di due armate anglo-ameri-
             cane in Sicilia  il 10 luglio, e l’occupazione di Palermo il 22 successivo, il 25 luglio
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             cadde il regime fascista, sei giorni dopo il bombardamento di roma del 19, in cui
             perirono il comandante generale dell’arma, generale azolino Hazon, ed il suo capo
             di stato maggiore, colonnello Ulderico Barengo .
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                  La prosecuzione della belligeranza per altri quarantacinque giorni diede pur-
             troppo ai tedeschi tempo per far af  uire cospicue forze in italia, talché l’armistizio
             annunziato da Badoglio l’8 settembre non fu la f ne delle sof erenze del Paese, bensì
             l’inizio di uno dei più tragici periodi della storia patria.
                  troppo lungo sarebbe indagare sulle cause del crollo delle forze militari italia-
             ne, che in pochi giorni si dissolsero di fronte alla pressione tedesca: deve comunque
             esser registrato, ai f ni dell’esame qui in corso, che non si trattò in alcun modo di un
             crollo disciplinare, bensì tattico e strategico, conseguente soprattutto alla tardività
             degli ordini ed all’impossibilità di manovrare, a fronte di una superiore e schiaccian-
             te mobilità delle contrapposte forze germaniche.
                  i carabinieri presero parte ovunque ai combattimenti: né è qui possibile rico-
             struire tutti gli episodi tattici, incluso quello che vide un battaglione della legione
             allievi di roma protagonista della difesa della Magliana nella capitale, o i quattordi-
             ci carabinieri della stazione di Napoli Porto difendere strenuamente la propria
             caserma, venendo poi per questo trucidati a teverola (Caserta).
                  a Monterotondo, la 2  compagnia carabinieri dello Stato maggiore del regio
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             esercito (tenente raf aele Vessichelli), rinforzata dai militari della locale stazione,
             animò la difesa di castello orsini, sede di campagna dello SMe, e vi ebbe quattor-
             dici feriti e un caduto, il carabiniere Giuseppe Cannata, medaglia d’argento alla
             memoria.
                  anche dopo l’accordo di tregua del 10 settembre per la capitale, quando i
             tedeschi ne iniziarono la violazione, i carabinieri furono tra i primi a reagire: il

             4  Quivi operava la 6  armata del generale Guzzoni, presso la quale era stato istituito il comando supe-
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               riore dei carabinieri, af  dato al generale ernesto Sannino: la necessità di un uf  ciale di tal grado non
               derivava dall’entità delle forze (10 divisioni, di cui 6 costiere) e dalle sezioni carabinieri (non più di
               una dozzina), bensì dalla presenza nell’isola di un altro uf  ciale generale dei carabinieri, comandante
               della brigata di Palermo, le cui unità territoriali erano soggette al coordinamento del comandante
               superiore.
             5  il generale di corpo d’armata azolino Hazon era stato vicecomandante generale f no al 22 febbraio
               1943, data in cui sostituì nel comando il generale remo Gambelli: fu il primo comandante generale,
               con il grado di generale di corpo d’armata, proveniente dalle f le dell’arma. Durante il bombarda-
               mento del quartiere San Lorenzo, e benché l’incursione aerea proseguisse, sentì il dovere di recarsi
               sul posto con il proprio capo di stato maggiore per constatare i danni e organizzare i soccorsi. Dopo
               la sua morte, il comando generale passò ad un altro uf  ciale dell’arma, il generale di divisione
               angelo Cerica. il colonnello Barengo, perito con il generale Hazon nel bombardamento, era un insi-
               gne uomo di cultura, autore di varie opere di ricerca storica.

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