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i Carabinieri del 1945 - la lIberazIone
sulla polizia Militare nell’ambito della regolamentazione del regio esercito in vigo-
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re durante la seconda guerra Mondiale .
lo scopo principale del servizio di polizia Militare era di reprimere lo spio-
naggio nemico (controspionaggio), far osservare dai militari le leggi, i regolamenti e
le disposizioni in vigore. i carabinieri reali dovevano mantenere l’ordine dei mili-
tari durante le fasi delle operazioni dall’avvicinamento al fronte f no alle fasi salienti
del combattimento. non meno importante era il ruolo del controllo dell’applica-
zione delle norme di polizia stradale e ferroviaria, mediante la sorveglianza anche di
chi non era militare o militarizzato, come gli operai. occorre qui specif care che per
spionaggio nemico e, di conseguenza, controspionaggio italiano era considerato
quello a livello operativo (servizio informazioni operativo), pertanto l’attività svol-
ta dalle unità carabinieri avevano un carattere of ensivo e difensivo tendenti a salva-
guardare l’apparato militare italiano dall’azione di penetrazione della ricerca infor-
mativa nemica, allo scopo di garantire e mantenere la sicurezza delle operazioni
militari pianif cate.
le unità designate a tale scopo erano devolute ai comandi Carabinieri reali
mobilitati, i quali erano in stretto contatto con l’organizzazione di controspionag-
gio e con quella territoriale. tali unità esercitavano anche la propria autorità sui
reparti territoriali compresi nell’area di responsabilità dell’unità mobilitata, per
tutto ciò che era riferito all’esercito operante.
la struttura di comando e controllo del servizio di polizia Militare vedeva al
vertice il servizio informazioni Militari, che aveva alle dipendenze funzionali gli
uf ci informazioni d’armata. Completavano il quadro il Comando dei carabinieri
reali presso l’alto Comando e i comandi presso le grandi unità. Queste unità, ben-
ché legate dalla dipendenza funzionale del Comando Carabinieri sovraordinato,
ricevevano gli ordini dal comando unità in cui erano inquadrati, nel caso di ordini
non conciliabili; ciò in quanto il comandante sul terreno aveva il polso della situa-
zione.
i carabinieri nella zona di guerra erano considerati sempre in servizio e pote-
vano spostarsi liberamente nello svolgimento della propria attività di istituto.
Durante l’avvicinamento o le marce, i carabinieri venivano scaglionati lateral-
mente alle colonne e in retroguardia per fermare persone sospette o raccogliere
sbandati e ritardatari.
Durante le fasi di combattimento, i compiti dei Carabinieri erano di perlu-
strazione del terreno delle retrovie, sorvegliandolo af nché nessun militare fuggisse,
reprimendo gli sbandati e mantenendo libere le vie di comunicazioni delle retrovie.
2 Ministero della guerra, Corpo di stato maggiore, servizio in Guerra anno 1940 - XVIII, roma,
poligraf co dello stato, 1940 - XViii.
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