Page 173 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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ControspIonaGGIo e polIzIa mIlItare.
I CarabInIerI neI GruppI dI CombattImento durante le fasI fInalI della Guerra
razione alle fasi f nali della Campagna d’italia e preservare così l’attività operativa
delle truppe alleate. il timore era che la mancanza di precauzione nella trattazione
delle informazioni segrete da parte dei carabinieri dei gruppi di combattimento por-
tasse danno alle operazioni. non a caso, l’Uf cio informazioni del Comando 15
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gruppo armate, l’11 gennaio 1945 scriveva ai paritetici dell’8 e della 5 palesando la
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dif denza alleata nei confronti italiani: deve essere esercitata una certa misura pre-
cauzionale specialmente, nelle prime fasi, circa la diffusione di informazioni segrete
ai distaccamenti CC.rr. dei Gruppi di Combattimento Italiani, addetti alla sicu-
rezza/Cs. non c’è da escludere che uno o più membri di detti distaccamenti possano
disertare diretti in territorio nemico, specialmente se le loro case sono nel nord .
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Questa premura era ben visibile tanto che nell’organizzazione delle funzioni di
controspionaggio all’interno delle unità, il noto battaglione 808, si era interfacciato
con le autorità alleate. giova qui riportare l’importanza, nel campo operativo, della
tutela delle informazioni e del riserbo che occorreva adottare nella trattazione di alcu-
ne tematiche relative allo svolgimento della campagna, motivo per cui i carabinieri
erano in stretto contatto con le unità del siM. infatti, questa preoccupazione era
molto evidente in una comunicazione del 7 gennaio 1945, tradotta in italiano il 21,
riguardante la sicurezza informativa all’interno dei gruppi . il comando alleato, con-
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scio dell’organizzazione delle sezioni di carabinieri e dei loro compiti di polizia militare
e controspionaggio, palesava la necessità di integrare le conoscenze nel campo contro
informativo, a causa di alcune lacune che si erano ricontrare tra i carabinieri del
“gruppo Cremona”, estendendo tale percezione anche agli altri. Così, per il 15°
Comando gruppo armate bisognava scegliere dalle sezioni dei carabinieri f dati, in
numero di 18 per ogni gruppo di combattimento, in maniera da costituire dei piccoli
distaccamenti per ogni grande Unità con la funzione di Cs, non potendo distaccare,
per opportunità operativa, personale del siM che avrebbe, di fatto, costituito una
anomalia per l’esercito e non avrebbe goduto della necessaria f ducia all’interno delle
unità in cui operava. lo stesso comando raccomandava di dislocare presso i gruppi
di Combattimento, non appena inquadrati nelle armate alleate, delle unità Cs di
collegamento, in maniera da addestrare e consigliare i carabinieri nelle procedure
alleate di polizia e controspionaggio. Una particolare raccomandazione era riferita
alla necessità che i carabinieri potessero arrestare e trattenere le persone sospette o
individui che potessero rappresentare un pericolo per le forze alleate o cobelligeranti.
11 archivio dell’Uf cio storico dello stato Maggiore dell’esercito (d’ora in poi aUssMe), Fondo
siM, 1 Div., b. 312, lettera del Comando 15 gruppo armate alle armate 5 e 8 , con oggetto:
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Controspionaggio in gruppi di Combattimento italiani, 11 gennaio 1945.
12 aUssMe, Fondo siM, 1 Div., b. 312, fasc. sicurezza e controspionaggio nei gruppi italiani di com-
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battimento.
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