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i Carabinieri del 1945 - la lIberazIone




                  nell’ambito della tutela informativa delle truppe, le autorità alleate prevede-
             vano un addestramento specif co per tutte le unità cobelligeranti volte al riserbo e
             alla sicurezza delle informazioni. tale addestramento era condotto da personale del
             siM e dei carabinieri, in particolare, veniva sottolineato che le sezioni carabinieri
             dovessero essere istruite maggiormente nel controllo dei profughi e dei passaggi
             nelle strade all’interno dell’area di responsabilità dell’unità in cui erano inquadrati.
                  per meglio comprendere tale attività e interesse alleato af  nché le truppe ita-
             liane cobelligeranti non dif ondessero notizie al nemico, occorre ricordare i principi
             generali del servizio informazioni, il quale esplicava la sua attività esclusivamente
             verso il nemico, pertanto il personale impiegato agiva allo scopo di venire in posses-
             so delle notizie avversarie dal punto di vista operativo, come ad esempio: determi-
             nare la situazione avversaria e prospettarla ai comandanti delle varie unità. pertanto,
             ogni atto, che direttamente, indirettamente, e persino, occasionalmente era volto a
             venire in possesso di una notizia positiva o negativa sul nemico, era considerato un
             atto informativo e veniva inquadrato nel complesso del servizio informazioni che
             lo trasformava in informazione utile al comandante dell’unità per predisporre la
             propria pianif cazione. Così, il servizio era visto come una componete attiva da
             parte di tutti i componenti l’unità. infatti, qualunque notizia sull’avversario, anche
             se negativa e apparentemente priva di interesse, poteva avere importanza agli ef etti
             della determinazione della situazione.
                  tutte  le  attività  erano da  ritenersi come forme dell’azione  informativa:
             l’esplorazione, il combattimento, l’osservazione e, soprattutto, l’interrogatorio dei
             prigionieri. l’interrogatorio dei prigionieri, dei disertori, dei civili incontrati era
             considerato una forma propria dell’azione informativa, mediante la quale si ottene-
             va cognizione in merito al nemico. tali attività venivano svolte in ambito di con-
             trospionaggio da parte dei carabinieri, come già evidenziato.
                  per questa ragione, particolari accorgimenti furono presi nei confronti del
             personale appartenente al servizio informazioni Difesa (siD), i servizi di informa-
             zione della repubblica sociale italiana.  in una circolare del siM,  sezione
             Bonsignore , si informava che i membri del siD dovessero essere trattati come
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             nemici, dovevano essere catturati e arrestati. Mentre si svolgeva l’interrogatorio,
             bisognava avvisare l’uf  ciale alleato di collegamento del servizio informazioni per
             verif care e confrontare le informazioni reperite . inoltre, occorre menzionare l’ap-
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             porto informativo che fu fornito dalle unità clandestine .
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             13  su tale attività si veda il citato volume di Maria gabriella pasqualini.
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             14  aUssMe, Fondo siM, 1  Div., b. 312.
             15  giuliano Ferrari, la polizia militare. profili storici, giuridici e d’impiego cit., p. 147.
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