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I Carabinieri del 1945 - la libeRazione




             don Giulio Gaio fu invece catturato vivo e liberato, dopo quattro mesi in una cella
             d’isolamento,  grazie all’intercessione  dell’amministratore apostolico  di  Belluno-
             Feltre, monsignor Girolamo Bortignon . All’operazione fecero seguito una serie di
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             rastrellamenti, terminati nel settembre, che smantellarono l’intera rete partigiana della
             zona. Ancora una volta, furono i carabinieri a salvare la situazione, ripristinando i
             contatti con quanti erano riusciti a sfuggire ai rastrellamenti e svolgendo un’impor-
             tante opera di propaganda, indirizzamento e rifornimento. Il risultato fu la completa
             riorganizzazione delle forze partigiane, che diedero vita a due divisioni: la nanetti,
             operante sulla riva sinistra del Piave e la belluno, attiva sul versante opposto del f ume.
                  nei mesi successivi furono i partigiani a prendere l’iniziativa e i carabinieri
             parteciparono anche alle prime azioni di combattimento con la presa del carcere di
             Baldenich (ripetendo quanto avvenuto meno di un anno prima e, anche in questo
             caso, in collaborazione con mandolesi) e con la partecipazione agli scontri dal 30
             aprile al 2 maggio 1945 nelle strade della città di Belluno contro una colonna tede-
             sca in ritirata. Al loro arrivo, le truppe alleate trovarono la città già liberata. La lotta
             al nazifascismo nella provincia di Belluno ebbe un costo di vite altissimo:
                  ➣ 86 impiccati;
                  ➣ 227 fucilati;
                  ➣ 7 arsi vivi;
                  ➣ 11 morti per sevizie;
                  ➣ 564 caduti in combattimento con 301 feriti;
                  ➣ 1.667 deportati;
                  ➣ 7.000  internati;  tra  questi,  si  ricorda  il  comandante  della  stazione
             Carabinieri di Lamon, maresciallo Vincenzo Pasqualotti, che non accettando di
             collaborare con i nazisti, si aggregò ai partigiani della brigata “Gramsci”, venendo,
             inf ne, catturato e trucidato.
                  La città fu decorata con la medaglia d’oro al Valor militare nel 1947.

             3. Antonio Raga
                  Antonio raga nacque il 1° gennaio 1907 a Bosa (all’epoca provincia di nuoro)
             da Francesco raga e Anna maria rubbiani. si arruolò nell’Arma dei Carabinieri
             reali come allievo carabiniere il 17 maggio 1926 dopo aver conseguito la licenza tec-


               pio di dedizione assoluta agli ideali di giustizia e di libertà. - Feltre, 10 ottobre 1943 - 19 giugno 1944.
               (d.P. 2 novembre 1976), in https://www.anpi.it/biograf a/angelo-giuseppe-zancanaro, ultima con-
               sultazione 9 settembre 2025.
             12  durante un violento interrogatorio condotto da quattro miliari tedeschi, riuscì abilmente a nascon-
               dere la carta d’identità di un ebreo che aveva fatto ricoverare presso una casa di cura locale. né le tor-
               ture, né la rottura del naso lo fecero parlare.

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