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I Carabinieri del 1945 - la libeRazione
In questo contesto, i carabinieri ebbero un ruolo fondamentale attraverso il
Battaglione X che riuscì a costituire un centro informativo di vitale importanza,
armò numerosi gruppi partigiani e indirizzò i soldati sbandati o i volenterosi verso
i reparti partigiani. All’indomani dell’occupazione della città da parte delle forze
germaniche, la provincia di Belluno iniziò a riempirsi di varie formazioni partigiane,
dapprima sotto il comando del FAdP (Forze Armate della Patria) che erano state
organizzate dal colonello sassi (di cui si parlerà più avanti) e, successivamente, sotto
la direzione del CLn di Belluno.
La prima formazione partigiana, sostenuta dall’azione cattolica, fu la Brigata
alpina “Feltre”, costituita da circa trecentocinquanta alpini distribuiti nella zona del
Feltrino, successivamente, il 7 novembre fu costituito il nucleo partigiano “Luigi
Boscarin” / “tino Ferdiani” a Lentiai (una frazione di borgo Valbelluna, in provin-
cia di Belluno), un raggruppamento partigiano di ispirazione comunista da cui
nasceranno le “Brigate Garibaldi”. Col passare del tempo queste formazioni diver-
ranno i punti di riferimento operativi della zona e inquadrate in tre divisioni:
divisione nino nanetti, divisione Belluno e la divisione Friuli. Le formazioni in
oggetto operarono nel settore tra il Piave, il Livenza e la linea Longarone Valcellina.
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La risposta degli occupanti alle crescenti azioni partigiane nella zona si mani-
festò sotto forma di numerose rappresaglie nei confronti della popolazione e con la
cattura e l’imprigionamento degli oppositori in un carcere situato nel quartiere di
Baldenich in Belluno. In questo clima di scontri e tensioni, i carabinieri si trovaro-
no ad operare dovendosi muovere tra la dif denza tedesca e quella partigiana, i
quali, difatti, verso la f ne del conf itto cercarono di limitare l’operato dell’Arma alla
sola polizia giudiziaria mantenendo la polizia politica sotto il controllo dei nuclei
partigiani .
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nonostante le dif coltà, i rischi e le dif denze i carabinieri seppero svolgere il
loro dovere alla perfezione fornendo un importantissimo contributo alla liberazio-
ne della zona e mantenendo salde e compatte le stesse formazioni partigiane nono-
stante i rastrellamenti nemici.
2. La Resistenza nel bellunese
Lo sviluppo del movimento di resistenza nelle aree del bellunese e del feltrino
si può dividere, per mera esemplif cazione espositiva, in tre momenti: la nascita e le
prime azioni dei gruppi partigiani che operarono tra l’8 settembre 1943 e il giugno
2 Archivi del Partito comunista italiano / Brigate Garibaldi (1943 - 1945), busta 27, 16. Zona Belluno:
divisione Garibaldi “n. nannetti”, 31 maggio 1945, relazioni e lettere del Comando di divisione
nino nanetti.
3 ibid.
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