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I Carabinieri del 1945 - la lIberazIone
In merito alla manifestazione poi si ricorda altrove che “ci fu in piazza
Castello, davanti al generale Crittenberger, comandante del IV corpo alleato, la sf -
lata dei carabinieri, della pubblica sicurezza, della guardia di f nanza e dei vigili urba-
ni. I carabinieri dipendevano dalla divisione «Pastrengo», la P.S. dal questore. La
ricostruzione delle forze tradizionali dell’ordine andava di pari passo con il disarmo
dei Volontari della Libertà” .
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6. Qualche considerazione conclusiva
Ci sembra importante ritornare ad una delle considerazioni avanzate dal colon-
nello Italo nuzzolo, comandante della Legione dei Carabinieri reali di milano, sulle
vicende dei Carabinieri durante i mesi di vita della rSI: “f no a quanto l’Italia occu-
pata dai tedeschi mancò di regolare governo era logico e conforme alle norme inter-
nazionali sull’impiego delle forze di polizia nei paesi occupati dal nemico, che l’arma
rimanesse al suo posto a tutela della vita e dei beni delle popolazioni. ammissibile
pure che, ritenendosi imminente l’avanzata in questa zona delle armate liberatrici si
cercasse di mantenere in ef cienza una istituzione che nel momento del caos avrebbe
potuto rendere preziosi [sic!] servizio. Una volta caduta questa speranza, sorto un
governo in aperta ribellione e [a] quello legittimo f no allora servito, non rimaneva
da seguire quella via additata dal dovere e dell’onore militare.
Fu quella scelta con gloriosa fortuna dal tenente colonnello alessi edoardo e
dai maggiori Giovannini ettore e Chiaf arelli olinto” .
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a pochi giorni dalla Liberazione del nord Italia, di tutto il Paese dalla morsa
repressiva nazifascista, le vicende che abbracciavano la Lombardia erano sintetizza-
te nelle parole del colonnello nuzzolo. appare signif cativo osservare che egli citi
tre Carabinieri tra i più importanti protagonisti della lotta di resistenza. Tra questi
è indicato anche ettore Giovannini. Certamente va segnalato che non poté un
uomo solo riuscire in un’impresa così complessa ma, dall’esposizione sintetica in
queste pagine, si comprende bene che egli fu un attivo organizzatore e che riuscì a
ritrovare negli uf ciali e nei militari che aveva avuto alle dipendenze a Lubiana con
il XIV battaglione Carabinieri reali quella solida base sulla quale costruire la for-
mazione patrioti Gerolamo. In una realtà milanese dominata dal controllo polizie-
sco e dalla presenza delle cosiddette polizie speciali e altre formazioni paramilitari,
25 Ivi, p. 18.
26 aSaCC, d124.1, Lettera n. 1/4 di prot. rP datata 9 settembre 1945 ad oggetto Vicende delle legio-
ni dopo l’8 settembre 1943, a f rma del colonnello Italo nuzzolo. Sull’operato del maggiore
Chiaf arelli, si rinvia a Flavio Carbone, Vittorio Caroncini e gli ufficiali dei Carabinieri nel pavese
collaborazionista, in Flavio Carbone (a cura di), “I Carabinieri del 1944. Le resistenze al regime col-
laborazionista”, numero Speciale della rassegna dell’arma dei Carabinieri, 2024, pp. 237-252.
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