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I Carabinieri del 1945 - la lIberazIone




                  Purtroppo, le brigate nere di milano lo catturarono il 7 agosto restringendolo a
             San Vittore. In questa fase, le torture gli costarono la rottura dei due costole, senza tut-
             tavia aver dato informazioni di sorta. Così ai primi di settembre fu trasferito prima a
             Bolzano e poi in Germania, subendo ulteriori privazioni e torture da parte dei carce-
             rieri tedeschi e quindi la condanna a morte “per attività partigiana ed intelligenza col
             nemico, pena commutata poi ai lavori forzati a vita” . La liberazione giunse il 29 apri-
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             le 1945 quanto le truppe alleate entrarono nel campo di concentramento, dal quale
             fu trasferito in ospedale, rimanendo ricoverato sino al 22 luglio 1945.
                  Si hanno maggiori informazioni sul capitano Francesco della Ventura. Infatti, lo
             stesso uf  ciale spiegò in più occasioni il ruolo svolto dalla proclamazione dell’armisti-
             zio dell’8 settembre alla f ne della guerra. In particolare, egli confermò che fece parte del
             XIV battaglione Carabinieri reali mobilitato, in qualità di comandante della 1  com-
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             pagnia, e che, giova ricordarlo ancora, da Lubiana fece ritorno a milano, evitandone la
             dispersione. Il reparto fu acquartierato nella centrale caserma medici e l’uf  ciale seguì
             le medesime scelte del maggiore Giovannini. Con il congedo di quest’ultimo si pose un
             interrogativo molto serio, se rimanere o anch’egli congedarsi tanto che aveva presenta-
             to domanda nel senso; tuttavia, in contatto con il professor Piero ziccardi, capo della
             missione zucca, ritirò la propria domanda per garantire un f usso di informazioni che
             egli avrebbe raccolto all’interno della Guardia nazionale repubblicana .
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                  a chiarire le decisioni di molti Carabinieri assunte in quei mesi, va considera-
             to che, dalla documentazione consultata emerge anche un ruolo che questi non
             intendevano accettare, in occasione di un rastrellamento delle forze nazifasciste
             condotto  nel  novembre 1943  nella zona  del  varesotto.  a  tale proposito,  della
             Ventura af ermava che aveva “dovuto partecipare al rastrellamento ef ettuato dai
             tedeschi in Val Cuvia (Varese) dal 14 al 17 novembre 1943” per il quale segnalava
             però che un periodico rendeva pubbliche le considerazioni scritte in un diario tede-
             sco catturato alla liberazione: “150 ribelli hanno potuto attraversare la catena e ciò
             è forse dovuto al fatto che a questo servizio sono stati impiegati carabinieri italiani.
             Quei carabinieri erano miei dipendenti”  af ermò della Ventura.
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                  Secondo la testimonianza di Piero ziccardi: “l’uf  ciale infatti non deluse la
             mia aspettazione. nell’assolvimento dei suoi compiti e durante i frequenti contatti
             con me il capitano della Ventura si dimostrò sempre tutto dedito alla causa della


             12  aSaCC, PUarV, Serie discriminazione uf  ciali, Cicerale angelo.
             13  Chiaramente Cicerale e della Ventura erano a supporto della stessa missione per aderire entrambi
               alla formazione Gerolamo nel maggio 1944.
             14  aSaCC,  PUarV,  Serie discriminazione uf  ciali,  ad  nomen.  dichiarazione  del  capitano della
               Ventura datata 26 agosto 1946. Si veda anche il periodico L’Italia - L’osservatore, n. 68 del 18 novem-
               bre 1945, che riporta sia la notizia del rastrellamento, sia delle informazioni reperite nel diario tedesco.

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