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I Carabinieri del 1945 - la lIberazIone
Comandante di tenenza e di compagnia, fece parte del contingente militare
che partecipò alle operazioni in oltre mare Spagna (omS) dal 28 gennaio 1937 al
18 settembre 1938 inquadrato nella 2 sezione speciale Carabinieri reali. Tra giu-
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gno 1940 e febbraio 1941 fu assegnato al 3° battaglione CCrr, operando in
albania. dopo altre destinazioni in Italia, giunse alla legione di Padova in qualità di
aiutante maggiore in 1 . da questa località, dove aveva stabilito la famiglia, fu desti-
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nato al comando del XIV battaglione CCrr mobilitato (centro di mobilitazione,
legione milano) che raggiunse il 6 giugno 1942 a Lubiana. Sempre secondo i suoi
documenti personali all’atto dell’armistizio, rimanendo d’esempio per i suoi uomi-
ni, riuscì a far rientrare al centro di mobilitazione la quasi totalità del battaglione il
13 novembre 1943 che poi fu sciolto per necessità operative. Creata la formazione
patrioti Gerolamo soprattutto con militari che avevano prestato servizio ai suoi
ordini e che erano presenti a milano e nell’area lombarda circostante, riuscì a man-
tenere il dispositivo militare ef ciente e pronto a svolgere la sua funzione al momen-
to in cui sarebbe stata proclamata l’insurrezione generale. L’idea di Giovannini era
di impiegare la formazione “Brigata Gerolamo” come una unità dell’arma che
potesse svolgere quella funzione di arma combattente da sempre tra le funzioni dei
Carabinieri e, allo stesso tempo, quella di forza dell’ordine a statuto militare, in
grado di costituire un baluardo alle possibili violenze che caratterizzano la caduta di
un regime. Con questi propositi, egli prese parte all’insurrezione generale dopo che,
dall’aprile 1944, aveva organizzato il dispositivo resistenziale ai suoi ordini .
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4. Due dei protagonisti: Cicerale e Della Ventura
Prima di addentrarsi nella disamina della f gura centrale di Giovannini, sembra
importante far conoscere almeno l’operato di due suoi strettissimi collaboratori: il
tenente angelo Cicerale e il capitano Francesco della Ventura. I due uf ciali si trovava-
no già in servizio con il maggiore Giovannini in Slovenia, inquadrati nel XIV battaglio-
ne Carabinieri mobilitato, ed entrambi rientrarono a milano con il reparto. dunque si
può af ermare che i due uf ciali dovevano nutrire stima e considerazione per un uf ciale
che era riuscito in un’impresa del genere. Tale decisione consentì, senza che fosse messa
in discussione, di far rientrare integralmente l’intero reparto, aspetto assolutamente
determinante per tale vicenda. I due uf ciali, tuttavia, ebbero vicende diverse.
Il tenente Cicerale, al ritorno a milano, il 4 gennaio 1944 chiese di essere con-
gedato e poi nello stesso mese, divenne il comandante della tenenza di milano
Palazzo reale, dopo aver preso contatti con il capo della “missione zucca”, presen-
9 Comando Generale dell’arma dei Carabinieri, direzione dei Beni Storici e documentali (aSaCC),
archivio digitale, stato di servizio di ettore Giovannini, nonché scheda biograf ca a cura del disciolto
Uf cio Storico.
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