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I Carabinieri del 1945 - la libeRazione




                  Le attività erano volte a creare zone di aviolancio e depositi per armi e munizioni
             che sarebbero tornati utili nel momento in cui, con l’arrivo delle truppe alleate, i tede-
             schi avessero iniziato a ritirarsi e dunque un intervento armato sarebbe risultato decisi-
             vo per la liberazione del territorio. secondo Luigi doriguzzi: «Concomitante all’azio-
             ne del Comitato Civico, cominciò anche l’attività organizzativa del col. Zancanaro
             basata su principi attendisti. Gli uomini che da lui venivano utilizzati dovevano essere
             pronti a combattere solo nel momento in cui gli Alleati ci avessero aiutati a scacciare i
             tedeschi. [...] Quindi noi non avremmo subito alcuna rappresaglia, se fossimo stati
             tranquilli e non li avessimo provocati. Il problema che il col. Zancanaro si era posto era
             questo:  preparare una  forza  militare per il  momento  della  ritirata  dei  tedeschi.
             Contenere questa ritirata, evitando danni alle popolazioni. Questa posizione (sostenu-
             ta dalla dC e contrastata dal PsI e PdA feltrini) era una posizione antitedesca, memore
             dell’invasione della guerra del 1915-1918, delle rappresaglie, delle ruberie di allora. Il
             nemico antico era temuto per la sua ferocia e la popolazione, che ancora si ricordava,
             era per sua natura antitedesca. [...] Questa posizione attendista del col. Zancanaro evi-
             tava quindi nella maniera più assoluta di mettere il tedesco nella condizione di agire.
             Contrastava quindi con gli interventisti, i quali erano per l’azione che provocava la rea-
             zione tedesca per ricavare una successiva reazione nostra. Inoltre, la posizione attendista
             era prima di tutto f nalizzata a liberare il territorio dai tedeschi, successivamente si
             sarebbe pensato al  nuovo assetto politico.  mentre gli altri,  i  comunisti,  vedevano
             soprattutto l’impianto politico,  l’af ermazione politica.  essi  si  richiamavano alla
             spagna» .
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                  Fu  possibile al contempo  stabilire un collegamento  radio con lo stato
             maggiore dell’esercito cobelligerante. Il 16 giugno 1944, dodici partigiani italiani e
             russi della divisione nino nannetti riuscirono a far evadere settanta prigionieri dal
             carcere di Baldenich senza che ci fossero vittime in nessuno degli schieramenti.
                  obiettivo principale dell’operazione era la liberazione di Francesco Pesce (milo),
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             7  m. d’Ambros, le origini della Resistenza Feltrina, tesi Laurea - allegati: Intervista del 7 gennaio
               1977 a Luigi doriguzzi, Anno accademico 1977-1978, Università di Padova, pp. 218-224.
             8  La scheda biograf ca a lui dedicata sul sito dell’AnPI riporta quanto segue: “L’armistizio lo sorprese
               a Cesena dove era capitano istruttore di militari di leva. riuscito a raggiungere Belluno il giovane uf  -
               ciale conosce silvio trentin, aderisce al Partito d’Azione. entra nella resistenza col nome di battaglia
               di “milo” ed è chiamato a far parte dell’esecutivo militare del CLn provinciale. nell’aprile del 1944,
               catturato dai fascisti, il giovane uf  ciale è rinchiuso nelle carceri di Belluno; ne uscirà il 15 giugno gra-
               zie a un colpo di mano dei partigiani garibaldini comandati da “Carlo” (mariano mandolesi), che lo
               libereranno con altri settanta detenuti politici. nominato capo di stato maggiore della divisione
               Garibaldi “nannetti”, dopo i grandi rastrellamenti tedeschi ne diventa il comandante. Per i suoi meri-
               ti di Partigiano combattente fu insignito della medaglia d’Argento al V.m. e della “Bronze star” dal
               comando alleato. dopo la guerra di Liberazione, nel 1947, venne d’autorità destituito dalla sua attivi-
               tà di uf  ciale dell’esercito italiano e messo in congedo permanente (in riserva con i gradi prima di
               maggiore  e poi  di  tenente-colonnello)  questo perché  iscritto al PCI. entrò  a  far parte  della

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