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l’aRma nel noRd-est: il battaglione X




               nica. terminò il corso nel novembre dello stesso anno e, un mese dopo, fu assegnato
               alla  stazione  di  Villafranca  (CA).  Promosso vicebrigadiere  nel  1930,  ottenne un
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               encomio solenne l’anno successivo  per aver sventato un tentativo di rapina ad un
               uf  cio postale, ingaggiando un conf itto a fuoco con tre malfattori, ferendone uno
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               ed arrestando gli altri due . divenuto brigadiere tre anni prima, dal 1939 fu trasfe-
               rito a comandare la stazione capoluogo di Belluno. Qui svolse regolarmente il suo
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               servizio  nella città veneta f no all’8 settembre 1943 con il grado di maresciallo d’al-
               loggio che aveva conseguito l’anno precedente. Con l’annuncio dell’armistizio si
                                                                                         16
               adoperò immediatamente, congiuntamente con il carabiniere Antonio Falconieri ,
               nello svolgimento di una propaganda attiva nei confronti della popolazione e dei sol-
               dati “sbandati” af  nché non abbandonassero armi e munizioni e li incoraggiò a diri-
               gersi verso la montagna per unirsi alle nascenti bande partigiane con la promessa di
               rifornimenti. tale promessa fu mantenuta per la prima volta il primo ottobre 1943
               (data cui lo stesso raga fa risalire l’inizio dell’attività del Battaglione) quando rifornì
               con alcuni moschetti e munizioni il capitano Ceccarello, rifugiatosi in montagna
               con alcuni  commilitoni.  Con la costituzione  di  un comitato  di  liberazione  nel
               novembre, si mise sin da subito in contatto con decio Granzotto (noto col nome di
               teresio,  successivamente rudy),  dirigente  del  movimento  e futuro  sindaco  di
               Belluno, of rendo la massima disponibilità del suo gruppo che ormai contava tren-
               tanove carabinieri .  Fu  dunque costituito un sIP (servizio  di  Informazione
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               Partigiana) che divenne in breve tempo un punto di riferimento importantissimo
               per le forze di resistenza locale; difatti, raga (che aveva iniziato a studiare il tedesco
               sino dal suo arrivo nella città veneta) decise di f ngersi amico degli occupanti per
               potersi muovere liberamente tra di loro e raccogliere le informazioni più riservate .
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               13  Congiuntamente al carabiniere Francesco testoni ed al suo comandante di stazione, il maresciallo
                  d’alloggio Giovanni sechi.
               14  si riporta di seguito la motivazione: ef ettuò insieme al proprio comandante di stazione e ad altro
                  militare due lunghi appiattamenti notturni per sorprendere tre malfattori che avrebbero tentato un
                  colpo ladresco all’uf  cio postale della residenza e poi fu di ef  cace aiuto al suo superiore nel respin-
                  gere il tentativo criminoso e nel conseguire l’arresto di due di essi - Villasalto (Cagliari) 6 gennaio
                  1931, in Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri reali, Bollettino Uf  ciale, 1931, p. 216.
               15  durante quegli anni divenne padre come testimonia il premio di natalità n. prot. 45/223 del 1940 a f rma del
                  ten. col. Andrea Cozzo. raga si era sposato nel 1938, quando era ancora in sardegna, con la signora Polo.
               16  Col nome di battaglia Falco, egli fu il vicecomandante del Battaglione X, nonché comandante della
                  prima compagnia.
               17  Il maresciallo volle creare un reparto di soli carabinieri per mantenere saldo lo spirito di corpo ed il
                  senso di appartenenza, ai 32 carabinieri iniziali (in cui non si contano né il raga né il Falconieri) si
                  aggiunsero presto 5 membri della guardia di f nanza.
               18  tale conoscenza lo salvò anche in più occasioni in cui mentre trasportava armi, munizioni e carbu-
                  ranti per i militari in montagna si trovò davanti dei posti di blocco germanici.

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