Page 143 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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l’aRma nel noRd-est: il battaglione X




               all’epoca membro dell’esecutivo del CLn provinciale e, successivamente, Capo di
               stato maggiore proprio della divisione nanetti . Il piccolo gruppo si travestì con
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               uniformi tedesche e si intrufolò nel carcere. Una volta superato l’ingresso, attesero
               che passasse un soldato con le chiavi delle celle, a quel punto, catturarono le guar-
               die. Liberati i prigionieri, fuggirono a bordo di un camion lasciando le guardie rin-
               chiuse nelle celle, da cui riuscirono a liberarsi solo a fuga avvenuta. Il capo dell’ope-
               razione era mariano mandolesi, nome di battaglia Carlo, che proprio grazie alla col-
               laborazione col maresciallo raga, poté ottenere le necessarie informazioni per por-
               tare al termine l’operazione. I tedeschi identif carono in Zancanaro il coordinatore
               dell’operazione  e la loro risposta non tardò: la notte del 19 giugno 1944 avvenne
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               una feroce rappresaglia, con morti e prigionieri, passata alla storia con il nome di
               “notte di santa marina”.
                    truppe germaniche, af  ancate da soldati repubblichini, devastarono le abita-
               zioni ed arrestarono trentasette persone. durante l’azione persero la vita (traditi da
               delazione) Zancanaro insieme al f glio ed altri componenti della resistenza locale ,
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                  Commissione per il riconoscimento delle qualif che partigiane per il triveneto e nella segreteria nazio-
                  nale dello sFI-CGIL, come responsabile della stampa e direttore de “La tribuna dei ferrovieri”. Poi dal
                  1967 entrò a far parte della segreteria nazionale dello sPI-CGIL come responsabile della stampa e
                  come direttore del mensile” Il pensionato d’Italia”. Questo f no alla sua morte avvenuta a roma il
                  25settembre 1989. Fu sempre iscritto all’AnPI e membro del Consiglio nazionale dell’Associazione,
                  cui  dedicò  molti  interventi  con i giovani  studenti  e comizi  nelle  ricorrenze  tradizionali  della
                  resistenza, in https://www.anpi.it/biograf a/francesco-pesce-milo. Ultima consultazione 9 settem-
                  bre 2025.
               9  Vedi l’articolo “La bef a di Baldenich I”: Il 16 giugno 1944 dodici partigiani neutralizzano le guardie
                  e liberano 70 prigionieri, del 13 agosto 2009, https://www.bellunopress.it/2009/08/13/la-bef a-di-
                  baldenich-i%e2%80%9d-il-16-giugno-1944-dodici-partigiani-neutralizzano-le-guardie-e-liberano-
                  70-prigionieri/, ultima consultazione 9 settembre 2025.
               10  In realtà su questo le fonti non sono chiare, poiché alcune suggeriscono che le truppe partigiane abbiano
                  agito per ordine di Zancanaro (L’AnPI, nell’apposita pagina dedicata all’uf  ciale sul suo sito, parla dei
                  “partigiani di Zancanaro”), altre fonti però (come la già citata ricerca condotta da m. d’Ambros) ripor-
                  tano numerosi contrasti tra la linea d’azione del comandante della zona Piave e le bande partigiane di ispi-
                  razione comunista inquadrate nella “Garibaldi”, le quali erano più propense ad azioni dirette ai danni dei
                  tedeschi; ciò pone alcuni dubbi sulle dirette responsabilità di Zancanaro nell’ordinare tale operazione.
               11  si riporta di seguito la motivazione della moVm al ten. Colonello Zancanaro: tenente colonnello
                  degli alpini, sette volte decorato al valor militare, all’atto dell’armistizio, benché anziano, non esitava
                  a partecipare alla lotta di liberazione apportando alla causa partigiana oltre all’impulso prezioso di
                  un’intensa passione quello delle sue esperienze di valoroso combattente. Capo di stato maggiore di
                  un gruppo di bande alpine dimostrava eccezionali doti organizzative e pari virtù di comandante. Ad
                  avvenuto arresto del responsabile di tutte le formazioni partigiane della zona, lo sostituiva mante-
                  nendone la compattezza morale e l’ef  cienza operativa anche nei momenti più critici della lotta. Con
                  grande generosità, cosciente del pericolo a cui si esponeva, si presentava in tribunale a testimoniare
                  in favore dello stesso superiore e dei di lui f gli anch’essi catturati, riuscendo a smontare le numerose
                  prove d’accusa e salvandoli così da sicura condanna a morte. Caduto, su vile delazione, in un’imbo-
                  scata notturna tesagli dal nemico, anziché tentare la fuga, ingaggiava una impari lotta, f nché, colpito
                  a morte, immolava, insieme all’unico f glio, la vita per la causa della libertà della Patria. Fulgido esem-

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