Page 115 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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timBri. Un partigiano “speciale”




               6. The war of oil
                    montechino è una frazione del comune di Gropparello che sta ad un tiro di
               schioppo, tanto per restare in tema bellico, da Fogliazza. Si trova sul crinale della stessa
               collina in direzione sud-est. È dominata dal massiccio castello omonimo, a base ret-
               tangolare e dotato di quattro torri ed un ponte levatoio ormai in disuso, risalente al
               Xii secolo. All’epoca dei fatti narrati il fortilizio apparteneva alla famiglia marazzani
               di Visconti. ma l’importanza del borgo era dovuta soprattutto alla presenza di una
               miniera petrolifera, dato che nel sottosuolo s’erano scoperti giacimenti di idrocarburi,
               gas, olio minerale ed acqua salata. Le trivellazioni avevano portato alla creazione di
               diversi pozzi da cui si estraeva il greggio. Una volta salito in superf cie, veniva raccolto
               in grandi vasche e successivamente inviato alla raf  neria di Fiorenzuola d’Arda.
                    L’importanza del giacimento era nota anche a mussolini, che aveva fatto visita di
               persona all’area dell’estrazione. Come accadeva a quel tempo la propaganda avrà sicu-
               ramente scattato alcune foto del Duce nei giacimenti, ma tra gli abitanti della zona pre-
               valse l’immagine di un Duce molto “alla mano” con in braccio una bambina del posto.
                    Con l’avvento della resistenza, dal 1944 montechino fu occupata dai partigiani
               ed il distaccamento Ursus, che faceva parte della divisione Val d’Arda, stabilì la sua
               sede proprio nell’antico fortilizio. il 3 giugno, con un distaccamento di 23 uomini,
               Timbri attaccò il presidio repubblichino che era stato installato all’interno del castel-
               lo di Gropparello. Con la sua squadra, composta da dieci uomini, circondò il posto
               di avvistamento di bocacci, costringendo alla resa la guarnigione. il bilancio fu di tre-
               dici prigionieri con relativo armamento, munizioni e materiale vario.
                    Nel testo 8 agosto 1944. gropparello nella resistenza, Pigazzini ricorda l’even-
               to sempre secondo la ricostruzione di prati, dopo il cannoneggiamento la resa dei
               militi repubblichini viene trattata da “giacomo” e timbri. i prigionieri schierati sul
               piazzale,  e  che  saranno  trasferiti  al  campo di  prigionia di groppallo,  sono 27.
               Vengono recuperate diverse armi leggere e pesanti liberati 18 prigionieri che erano
               reclusi nei sotterranei del castello.
                    il  giorno  dopo  sulle  montagne  piacentine  venne  tenuto  dai nazifascisti  il
               primo rastrellamento. È facilmente intuibile che l’azione dei repubblichini rappre-
               sentò più di una coincidenza, ma una risposta necessaria ad arginare i partigiani, che
               incrementavano giorno dopo giorno le loro f la.
                    Nel testo giuseppe Borrea. martire della resistenza, Lucia Romiti ricorda il
               rastrellamento all’alba di quella promettente giornata di primavera, tre giovanissi-
               mi partigiani vengono sorpresi e uccisi nel sonno dai soldati della repubblica di salò
               che stanno perlustrando a zona dei monti. i tre ribelli, che nella giornata precedente
               avevano  lanciato un’azione  contro  la  caserma fascista di gropparello,  si  erano
               addormentati la sera prima stremati, in località monte lama, nella località di

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