Page 119 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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timBri. Un partigiano “speciale”
morfasso, pur invitato al ripiegamento, volle schierarsi a fianco dei volontari che il 6 gennaio
tentarono dal costone del colle della croce di rallentare la marcia delle colonne tedesche.
L’ef etto del rastrellamento portò anche alla liberazione della quasi totalità dei prigio-
nieri in mano ai partigiani della val d’Arda. A tal proposito va detto che la formazione aveva
un tribunale militare, tra i vari componenti l’ex colonnello dei carabinieri mario Fagioli,
giudice relatore e comandante della Polizia della formazione sino all’ottobre del 1944.
Dopo il rastrellamento, la vita dei patrioti, privi di mezzi di assistenza, divenne
durissima specialmente perché i nazifascisti misero presidi su tutta la zona accessibile
ai partigiani. Nonostante ciò agli inizi di febbraio, Timbri aveva già riorganizzato
una squadra di quindici uomini. Pur essendo da ogni lato continuamente attaccato
da forze repubblichine della “Leonessa”, in questo periodo egli incominciò ad ef et-
tuare atti di sabotaggio contro i pozzi petroliferi di montechino, vuotando un gran-
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de serbatoio di petrolio di 20.000 litri, destinato alle truppe nazifasciste .
il 25 febbraio con i suoi uomini,Timbri tese un’imboscata nei pressi di Sarmata
(Ponte dell’olio) ad elementi della GNR “Leonessa”, uccidendone uno e ferendone
un altro, che fu in seguito fatto prigioniero. Nella circostanza venne catturato un fucile
mitragliatore con relative munizioni ed una motocicletta. A distanza di sei ore dall’ag-
guato, nella stessa località fu attaccato un nucleo di repubblichini, uccidendo il tenente
Savoia, ferendo due militi e catturando le armi dei suddetti. il 26 febbraio tese un’im-
boscata nei pressi di Recesio a due autocarri ed un motocarrozzino carichi di SS tede-
sche che, provenienti da Piacenza e dirette a bettola per liberare il loro presidio assedia-
to da patrioti, mettendone 42 fuori combattimento; i suddetti avevano momentanea-
mente abbandonati gli automezzi che trasportavano un mortaio da 81 mm, un can-
noncino da 47/32 mm ed una mitragliatrice da 20 mm. e un mortaio da 45 mm.
Nessuna perdita tra i partigiani guidati da Timbri. il 26 febbraio con una squadra tese
un’imboscata nei pressi di barzano di Gropparello ad un autocarro che trasportava
uomini della GNR e che tentava di portare soccorso in viveri e munizioni al presidio
di montecchio assediato dai patrioti, uccidendone uno e ferendone altri due.
il 10 marzo minò la strada nel tratto di Carini di Gusano e montechino per impe-
dire che le forze corazzate nemiche tentassero di liberare il loro presidio assediato; nel
pomeriggio forze delle SS italiane dirette a montechino, incappavano con un carro
trainato da cavallo nelle mine ivi deposte, perdendo quattro uomini e altri tre fuori
combattimento: il carro carico di munizioni venne totalmente distrutto.
il 29 marzo prese il comando del 1° battaglione Val Riglio della 142 brigata
a
“Romeo”, respingendo tre successive puntate del 59° battaglione SS tedesche. il nemico
lasciava sul terreno numerose perdite, mentre da parte partigiana due feriti lievi.
42 ASACC, D1371.9, dalla relazione del comandante della divisione Val d’Arda Giuseppe Prati.
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