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i Carabinieri del 1945 - la liBerazione




                  Come abbiamo già detto, Timbri oltre a compiere missioni operative svolse anche
             la delicata funzione di polizia della formazione partigiana, che tra il giugno 1944 e aprile
             1945, riuscì a catturare 453 prigionieri, di cui la maggior parte militari nazifascisti. il 7
             aprile - come scrive  Prati - è entrato in funzione il tribunale divisionale; eccone la com-
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             posizione: presidente, capitano rag. Bruno spada; giudice relatore, cattini dottor enzo;
             giudici patrioti Veneziani, camillo, timbri, tonin; pubblico ministero, carpena dott.
             Francesco; cancelliere, patriota alfredo; avvocato difensore, avvocato cairo.
                  il 20 aprile il 59° battaglione SS lasciava Gropparello per destinazione sconosciu-
             ta. Timbri in testa ad un distaccamento partigiano denominato “Costa” si portò a
             Poggio dei marini e a barzano, attaccandoli di sorpresa, il nemico lasciava sul terreno
             due morti e cinque feriti, mentre tra i partigiani non si registrava nessun ferito.
                  il 26 aprile in testa al suo battaglione composto da tre distaccamenti di circa 110
             uomini occupò San Giorgio, il 27 dello stesso mese tutte le formazioni patriottiche del
             piacentino  si diressero  verso  la  città.  Gli obbiettivi attribuitigli dal comando  di
             Divisione erano mucinasso, Palazzina, Cementeria e Chiesa Corpus Domini. Alle ore
             15:00 con due distaccamenti riuscì a circondare la palazzina ove vi erano accasermati
             circa 60 nazifascisti, il nemico in un primo tempo resistette ai loro colpi, in seguito,
             vista l’inutilità della resistenza, si diede a precipitosa fuga abbandonando tutto il mate-
             riale; nell’inseguimento catturano quattro prigionieri e molti altri feriti.
                  A San bonico recuperarono un cannone da 47/32 mm.
                  Continuando la loro marcia verso la città di Piacenza, rastrellando a zona, alle ore
             17:30 sotto un nutrito fuoco dei mortai e delle armi automatiche nemiche i partigiani
             occuparono la cementeria, mentre altre squadre raggiungevano la chiesa del Corpus
             Domini. il combattimento andò avanti per tutta la notte, il giorno successivo e la notte
             del 27 e 28 aprile accanitissimo da ambo le parti, ma con evidente successo da parte par-
             tigiana. Nelle prime ore del mattino del 28 aprile 1945, Timbri con i suoi uomini entrò
             in città percorrendo il tragitto assegnatogli raggiungendo la brigata in Piazza Cavalli. il
             comando brigata gli ordinò di raggiungere piazza Cittadella ove si doveva accasermare
             con il suo battaglione. Poco dopo gli veniva segnalato che sulla sponda lombarda del Po
             nuclei di franchi tiratori resistevano ancora. Partito immediatamente con due distacca-
             menti si attestò sul tratto dell’argine che dal Genio porta al traghetto per una lunghezza
             di due chilometri. il nemico batteva le posizioni dei partigiani con fuoco micidiale;
             quando iniziò la risposta al fuoco, il nemico si scompaginò ma resistette sino alle ore
             18:00. Da quel momento le posizioni nemiche vennero battute attraverso un mortaio,
             due carri armati catturati dai partigiani e dall’artiglieria americana. Alle ore 19:00 venne
             ristabilito il collegamento oltre il Po tra i partigiani.

             43  Giuseppe Prati, servizi e istituzioni della Divisione Val D’arda, articolo inserito nel Notiziario 13
               dell’istituto Storico della resistenza di Piacenza, edizione 1993, pp. 23 e ss.

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