Page 112 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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i Carabinieri del 1945 - la liBerazione




                  La decisione su quale autorità militare tedesca dovesse avere la leadership nella
             conduzione alla lotta contro le bande partigiane in italia vide anche dei dissidi e
             scontri interni tra il comando Supremo delle SS e Kesselring. A proposito Deakin
             scrive : il controllo delle operazioni anti-partigiane divenne oggetto di un’accanita
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             disputa tra Kesselring e Wolff, e quest’ultimo si rivolse infine a Himmler […] poi
             l’autore continua dicendo rahm appoggiò il punto di vista di Kesselring per quel che
             riguardava la responsabilità ultima, ma suggerì che l’esecutore delle repressioni, agli
             ordini di Kesselring fosse Wolff.
                  Alla f ne il comando Supremo tedesco af  dò a Kesselring la responsabilità
             delle operazioni contro i partigiani.
                  La questione partigiana fu anche una delle questioni esposte dal Duce a Hitler
             nell’incontro tenuto tra il 22 e il 23 aprile presso il castello di Klessheim . Secondo
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             Wolf , tra i partecipanti alla riunione, il movimento stava disgregandosi e nelle valli
             infestate dai partigiani sono stati raggiunti buoni risultati deportando l’intera popola-
             zione maschile. Tale af ermazione portò però mussolini ad af ermare che il movimento
             era stimato in circa 60.000 uomini e che risultava essere più pericoloso nella zona degli
             Appennini dove le vie di comunicazione che portano dal nord al sud erano esigue. il
             controllo di tali vie era determinante per i tedeschi così venne pensato di istituire spe-
             ciali reparti anti partigiani CoGU (contro-guerriglia), con base a Parma, sotto la dire-
             zione del generale mischi. Proprio quest’ultimo si scontrò con Pavolini, che ambiva a
             prendere in mano la lotta contro i partigiani per conto della RSi, che era nelle mani del
             generale Rodolfo Graziani. Va detto però che  prima di allora erano state già create dalla
             RSi delle unità di contrasto ai partigiani come “i Cacciatori degli Appennini”.
                  in la guerra in italia, Richard Lamb ricostruisce, seppur in modo sintetico,
             le atrocità che videro quest’ultimo coinvolto nella campagna d’italia. Uno degli
             aspetti citati è l’ordine del 17 giugno 1944, di fronte al dilagare della mobilitazione
             partigiana: la lotta contro i partigiani deve essere condotta con ogni mezzo a disposi-
             zione e con la massima decisione (intera frase sottolineata da Kesselring). proteggerò
             ogni comandante che ecceda la nostra abituale moderazione nella severità dei metodi
             adottati contro i partigiani (corsivo dell’autore). a tal proposito vige il principio che
             un eventuale errore nella scelta dei mezzi per eseguire gli ordini è meglio che la man-
             cata o incompleta esecuzione .
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                  Le disposizioni adottate contro i partigiani dal comandante delle forze tede-
             sche in italia si inasprirono con il passare dei giorni ogni atto di violenza da parte dei


             29  Frederik William Deakin, storia della repubblica di salò (2° edizione), Torino, Einaudi, 1963, pp. 649 e ss.
             30  ivi, pp. 671 e ss.
             31  Richard Lamb, la guerra in italia (traduzione italiano), milano, Corbaccio, 1996, pp. 92 e ss.

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