Page 109 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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timBri. Un partigiano “speciale”




                    È  ormai  acquisito  alla  storia della  lotta  partigiana  piacentina  -  scrive
                                                                                          21
               Giuseppe Prati - che gli uomini della 38ª brigata garibaldi il mattino del 24 mag-
               gio 1944, un mercoledì, costringevano alla resa il presidio fascista di morfasso e libe-
               ravano il paese. La notizia - coma aggiunge Prati - trovò spazio nel notiziario del 26
               maggio 1944. i banditi allo scopo di isolare i legionari fecero saltare due ponti alle
               spalle dei legionari stessi. il 24 andante il paese era ancora occupato dalla banda che
               disponeva di numerosi armi automatiche ed è provvisto di cannoncini. Anche Radio
               Londra trasmise un comunicato la bandiera della libertà sventola sul primo libero
               comune dell’italia occupata!

               5. Gli occhi nazisti sulla resistenza
                    Per aiutarci a comprendere quale fu il reale ruolo della resistenza e la sua por-
               tata, è necessario vedere il fenomeno attraverso gli occhi di chi lo dovette fronteg-
               giare e combattere.
                    Hitler il 16 dicembre 1942 aveva def nito i militari della resistenza una peste
               autorizzando  le  proprie  truppe  a  combatterli  impegnando  senza  alcuna  riserva
               ogni mezzo anche contro donne e bambini pur di ottenere successo . Le formazioni
                                                                            22
               partigiane, inizialmente sottovalutate, si inseriranno nella guerra sul suolo italiano
               come un vero esercito, capace però di colpire in modo non convenzionale. Va
               comunque ricordato che già due anni prima, a seguito delle esperienze maturate sul
               fronte orientale, i tedeschi avevano diramato istruzioni sulla lotta alle bande. A tal
               proposito Carlo Gentile attraverso il testo i crimini di guerra tedeschi in italia ci
               fornisce un importante studio sui responsabili dei crimini e le loro motivazioni.
                    Nella fase successiva all’armistizio in risposta alla f ebile attività della resisten-
               za vennero disposte di norma azioni di rappresaglia da parte anche delle autorità
               della RSi. i tedeschi inizialmente dovettero addirittura intervenire per frenare gli
               eccessi fascisti, come scritto da Carlo Gentile dopo la morte del federale di Ferrara
               il comandante militare, generale Hans-Henning von alten, era intervenuto con
               decisione per tenere a freno le rappresaglie dei fascisti; quando gli attentati partigia-
               ni iniziarono a moltiplicarsi, però, anche le frange più moderate della potenza occu-
               pante iniziarono a mostrarsi più tolleranti nei riguardi nell’estremismo fascista .
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                    Nella prima ondata di violenza, a seguito del disarmo delle truppe italiane
               dopo l’8 settembre 1943, furono in prevalenza uomini delle Waffen-ss e della

               21  Giuseppe Prati, morfasso: primo comune libero al di sopra della linea gotica, articolo inserito nel
                  Notiziario 1 dell’istituto Storico della resistenza di Piacenza, edizione 1987 pp. 52 e ss.
               22  Gerhard Schreiber, la vendetta tedesca (traduzione italiano), milano, Arnoldo mondadori Editore,
                  2000, pp.94 e ss.
               23  Carlo Gentile, i crimini di guerra tedeschi in italia, Torino, Einaudi, 2015, pp. 127 e ss.

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