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i Carabinieri del 1945 - la liBerazione
Alessi durante il suo servizio a Sondrio non fu solo sorvegliato, ma oggetto di
continue pressioni repubblichine e tedesche. La sua seconda moglie Vincenzina
Scorza, nel suo diario, non ha mezzi termini per descrivere lo stato in cui versa
l’amato marito la sua stanchezza era impressionante, pallidissimo. Di giorno lavo-
rava in ufficio e la notte la dedicava alla resistenza. inoltre precisa edoardo era
dimagrito per la tensione e la responsabilità […] i fascisti in divisa ci facevano visite
improvvise con mille scuse, evidentemente a scopo intimidatorio.
in questo dif cile e delicato momento, oltre al sostegno della moglie e della
quasi totalità dei carabinieri di Sondrio, poté far af damento su alcuni fedeli cara-
binieri tra cui sull’immancabile Timbri. A tal proposito scrive ancora Vincenzina:
con timbri, l’autista carabiniere di edoardo, ci davamo il cambio per accompa-
gnarlo fuori, o perlomeno per tenerlo sotto controllo, finché accorgendosi del nostro
timore ci disse: “vi ringrazio, ma per ora non temete” .
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Per far comprendere realmente il clima in cui operò Timbri è sicuramente
utile analizzare la relazione scritta alcuni mesi dopo la liberazione dal maresciallo
Giovanni Lei, comandante della stazione di Ponte Valtellina:
nei giri di osservazione e propaganda [si riferisce ad Alessi] veniva accompa-
gnato in macchina o motocicletta presso le stazioni della provincia di sondrio, sia dal
vicebrigadiere timbri che dall’appuntato Buffa che si dimostrarono sin da allora
elementi fedeli e preziosi collaboratori. Dai primi giri di osservazione, segnalò imme-
diatamente al suo comandante che si sarebbe potuto fare pieno affidamento su quasi
tutti gli elementi dell’arma stessa, meno il maresciallo iozzelli della stazione di
Bormio, siccome accertato come estremista e di faziosità fascista, il maresciallo
scogniamiglio della stazione di chiavenna perché poco disciplinato e di tendenza
fascista, del maresciallo raminelli della stazione di tresenda per difetto di intelli-
genza, pieno di paura e filo fascista, del maresciallo giovanni aprile della stazione
di sondrio, perché filo fascista e vendutosi interamente alla Questura. Quest’ultimo
[…] cercava di conoscere l’attività del suo comandante di gruppo, dei marescialli lei,
lenini e zizzi nonché del vicebrigadiere timbri e dell’appuntato Buffa onde poterla
segnalare alla questura stessa, al capo della provincia parenti (al quale l’aprile face-
va il bacia mani), al commissario federale santi Vaccaro Brancaleone ed infine al
seniore della milizia readelli, tutta gente di malfama .
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È ragionevole pensare che anche Timbri, abbia dovuto convivere con le stesse
paure e dif coltà del suo comandante, in quanto fortemente indiziati di essere
oppositori dei nazi fascisti.
9 ASACC, D397.12, dal diario di Vincenzina Scorza, vedova Alessi, pp. 15-16.
10 ASACC, D397.12, relazione del maresciallo Giovanni Lei, datata 26 luglio 1945.
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