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i Carabinieri del 1945 - la liBerazione
Battaglione (carabinieri) in oggetto segnalo, e previo rapporto verbale testè fatto al
riguardo all’eccellenza il sottocapo di s.m. dell’esercito, si è manifestata la necessità
di addivenire ad un più minuto ed ultimo esame dei militari che in qualche modo si
erano dimostrati meno adatti alle particolari esigenze della specialità. in seguito a
tale esame si è resa necessaria l’eliminazione di trentasette militari (un sottufficiale e
trentasei militari di truppa) per i seguenti motivi […].
il 29 marzo svolse il suo secondo lancio, mentre il 2 giugno 1941 fu l’ultimo
dei necessari per diventare un paracadutista. Con ordine permanente numero 20
datato 23 giugno 1941, a f rma del colonnello Riccardo bignami comandante del
1° Reggimento paracadutisti, gli venne conferita la qualif ca di “paracadutista”. il
provvedimento aveva riguardato altri 327 militari tutti ef ettivi al 1° battaglione
paracadutisti CC.RR. Nel novembre 1940 era girata voce tra i carabinieri paraca-
dutisti dell’imminente impiego del reparto in Grecia e Albania. Le voci sembravano
attendibili, ma nessun ordine arrivò al 1° battaglione paracadutisti CC.RR. Tra la
documentazione dell’Archivio Storico della Direzione dei beni Storici e
Documentali del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri è conservato un
promemoria classif cato segreto del maggiore Alessi che comunica l’imminente
dispiegamento del reparto in Grecia .
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L’invio oltremare del battaglione è però rimandato di qualche mese, infatti il
17 giugno 1941 lo S.m.R.E. - Comando Superiore Aviazione - Uf cio operazione
- comunicò al Comando Supremo l’impiego del 1° battaglione in Africa
Settentrionale per i primi di luglio 1941.
il 18 luglio 1941 Lodovico giunse a Tripoli con l’intero 1° battaglione paraca-
dutisti CC.RR. dove svolse l’incarico di autista e attendente del comandante del
battaglione maggiore Edoardo Alessi . Non conosciamo le ragioni che indussero
3
2 Enrico Cursi, Un Battaglione di soli carabinieri, in notiziario storico dell’arma dei carabinieri,
a. i, n. 3, p. 27.
3 Nato a Aosta il 4 marzo 1897, tre giorni dopo aver conseguito la maturità si arruola come soldato
volontario. Dopo tre mesi è allievo uf ciale del XiX Reggimento di Artiglieria da Campagna.
Durante la Grande Guerra ottiene la specializzazione di bombardiere e poi è assegnato ad un reparto
speciale “bombardieri”. A causa del suo comportamento in combattimento, è insignito di medaglia
di bronzo al Valor militare con la seguente motivazione: “ferito da una granata, che distruggeva una
bombarda in una piazzola presso la quale si trovava, con tranquillità amorevole riprendeva il coman-
do della propria sezione dando bellissimo esempio di virtù militare. Vetta Chapot 23 agosto 1917”.
Nel 1920, a seguito dello scioglimento del corpo per cui aveva combattuto, con il grado di tenente
transita nell’Arma dei Carabinieri Reali e presta servizio presso il battaglione mobile di Genova.
Successivamente presta servizio presso alcune tenenze della legione di Cagliari. Nel 1927 fu destinato
alla tenenza di montebelluna, dopo circa due anni alla Legione Allievi di Roma. Poi, dopo aver pre-
stato servizio a modena, fu assegnato al battaglione Carabinieri di Roma. Nel gennaio 1936 muore
sua moglie maria Adelaide muzio, cugina di Sandro Pertini (futuro capo dello Stato). Dal 1936 al
1938 presta servizio, come volontario, in Africa orientale ed al rientro in Patria con il grado di mag-
giore assume il comando dei Gruppi di bolzano e Genova.
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