Page 99 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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timBri. Un partigiano “speciale”




               momentaneamente la voglia di imparare, la sete di conoscenza che cercherà, in
               parte, di colmare sia con mezzi propri sia con quelli che lo Stato (vedi la Scuola per
               Sottuf  ciali Legione Carabinieri di Firenze) gli metterà a disposizione.
                    Nel 1929 si arruola nell’Arma dei Carabinieri Reali. matura tale scelta in base
               ad una serie di fattori non ultimo il miglioramento della propria situazione perso-
               nale ed economica mettendosi a disposizione dello Stato per svolgere un servizio
               utile alla società in contesti più ampi e stimolanti che non quello ristretto del pro-
               prio territorio. Assolto il servizio presso alcuni Comandi della Legione di Genova e
               bologna  tra  il  1929  e  il  1936.  Successivamente  è  impegnato  nella  campagna
               dell’Africa orientale. Rientrato in patria, viene ridestinato alla Legione di bologna.
                    È un giovane di media statura, di corporatura snella ma robusta, con un cruc-
               cio che, da ventenne, non riesce proprio ad accettare: l’inizio dell’alopecia che, in
               breve, lo porterà alla calvizie. Tra le caratteristiche f siche di cui va f ero, ve ne sono
               due in particolare: una dentatura perfetta ed una vista acutissima.

               2.  L’ingresso nei paracadutisti e la partecipazione alle operazioni in Africa
                  Settentrionale
                    Lodovico, dopo aver aderito all’interpellanza per la costituzione di un batta-
               glione di carabinieri paracadutisti, fu tra coloro che giunsero per primi, presso la
               Caserma Podgora di Roma unitamente ad altri 302 militari dell’Arma: 15 uf  ciali,
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               26 sottuf  ciali e 261 militari di truppa . il giovane come molti fu mosso dallo spi-
               rito  di avventura e dalla voglia  di  migliorare  la  propria  posizione  economica.
               Quando riceveva la paga da paracadutista usava dividerla in quattro parti. La più
               consistente veniva mandata alla sua famiglia di origine, una parte veniva accantona-
               ta in previsione del matrimonio, un’altra per assolvere i propri bisogni quotidiani
               mentre l’ultima veniva accantonata per la sorella minore ida, che era restata a casa
               per accudire i genitori.
                    Come tutti numerosi volontari giunti a Tarquinia, il giovane piacentino si
               cimentò nelle ardue prove presso la nascente scuola della Regia Aeronautica di
               Tarquinia. il 18 settembre 1940 ef ettuò il suo primo lancio.
                    Poi, a seguito di una serie di incidenti mortali avvenuti nel corso degli aviolanci,
               le attività vennero temporaneamente bloccate. Leggendo il documento n. 1676/V-
               34 del 23 marzo 1941 della Scuola Paracadutisti, a f rma del colonnello Giuseppe
               baudoin, possiamo renderci perfettamente conto di ciò che accadde e di quanto
               fosse selettivo l’addestramento che svolse Timbri ed il resto degli uomini con la recen-
               te  ripresa dei  lanci  e  con  l’intensificarsi dell’ultima  parte dell’addestramento del


               1  Enrico Cursi, i leoni del deserto, Roma, edizioni Chillemi, 2014, p. 12.

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