Page 106 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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i Carabinieri del 1945 - la liBerazione
Abile reclutatore e organizzatore
riuscì a far aggregare alla sua formazione,
migliaia di militari e giovani, compiendo
colpi di mano e azioni di guerriglia. Al suo
f anco operò il vicebrigadiere Alberto
Araldi , nome di battaglia “Paolo”.
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Elemento attivo, votato ad operazioni
particolarmente rischiose, comandò la 3
a
brigata in seno alla divisione di Cossu.
Venne fucilato il 7 febbraio 1945.
bertolini e Terrone al riguardo del
movimento guidato da Cossu scrivono :
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abbiamo dato spazio a questa formazione
di carabinieri per sottolineare la presenza
attiva di quest’arma alla guerra di
liberazione. il valore dei carabinieri del
ten. cossu nel piacentino, trovò riscontro
nella pari dedizione dei carabinieri caduti
durante le Quattro giornate di napoli, di Foto ricordo dell’avvenuto brevetto del carabiniere
quelli assassinati alle Fosse ardeatine, di lodovico timbri custodita dalla figlia paola timbri
(Archivio Paola Timbri)
quelli caduti in tutte le regioni d’italia e
nei campi di internamento e di quelli caduti nella guerra partigiana all’estero.
Tornando al nostro Timbri, nel marzo del 1944, in Riglio di bettola organiz-
zò una squadra di patrioti. Nei primi giorni di maggio si recò sulle montagne del-
l’alto piacentino. in merito a questo periodo Alessandro Pigazzini, nel suo testo 8
agosto 1944. gropparello nella resistenza, ricorda attraverso alcune testimonianze la
f gura del nostro carabiniere paracadutista: Quello che sappiamo per certo è che intor-
no a primo carini si forma un gruppo coeso e deciso. al suo fianco troviamo da subito
carlo castagnola “serse” di gusano, il brigadiere dei carabinieri lodovico timbri
ed ettore sanizzari “ottaviano” di riglio. con le armi recuperate a montechino
13 moVm alla memoria: Patriota di grande fede e di purissime doti, coraggioso, indomito e valoroso
comandante partigiano, guidava i propri uomini alle più ardite imprese dando con le sue epiche gesta,
alle popolazioni atterrite dalla prepotenza e dai soprusi degli oppressori, la fede del movimento parti-
giano. Dopo aver compiuto per sua iniziativa azioni di leggendario valore, organizzava un audace piano
per colpire uno dei maggiori responsabili delle ignominie e delle ef eratezze. Catturato per vile delazio-
ne mentre si accingeva a compiere la missione veniva condannato a morte ed af rontava con f erezza e
serenità il plotone di esecuzione che col piombo fratricida troncava la sua balda esistenza. Cadeva al
grido “Viva l’italia!”, esempio ed assertore di ogni eroismo. Cimitero di Piacenza, 6 febbraio 1945.
14 Alfonso bertolini, Alfredo Terrone, i militari nella guerra partigiana in italia 1943-1945, Roma,
SmE Uf cio Storico, 1998.
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