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i Carabinieri del 1945 - la liBerazione




                  Abile  reclutatore  e  organizzatore
             riuscì a far aggregare alla sua formazione,
             migliaia di militari e giovani, compiendo
             colpi di mano e azioni di guerriglia. Al suo
             f anco  operò  il  vicebrigadiere  Alberto
             Araldi ,  nome  di  battaglia  “Paolo”.
                   13
             Elemento  attivo,  votato  ad  operazioni
             particolarmente rischiose, comandò la 3
                                                  a
             brigata  in  seno  alla  divisione  di Cossu.
             Venne fucilato il 7 febbraio 1945.
                  bertolini e Terrone al riguardo del
             movimento guidato da Cossu scrivono :
                                                 14
             abbiamo dato spazio a questa formazione
             di carabinieri per sottolineare la presenza
             attiva di quest’arma  alla guerra di
             liberazione. il valore dei carabinieri del
             ten.  cossu  nel piacentino,  trovò  riscontro
             nella pari dedizione dei carabinieri caduti
             durante le Quattro giornate di napoli, di   Foto ricordo dell’avvenuto brevetto del carabiniere
             quelli assassinati alle Fosse ardeatine, di   lodovico timbri custodita dalla figlia paola timbri
                                                               (Archivio Paola Timbri)
             quelli caduti in tutte le regioni d’italia e
             nei campi di internamento e di quelli caduti nella guerra partigiana all’estero.
                  Tornando al nostro Timbri, nel marzo del 1944, in Riglio di bettola organiz-
             zò una squadra di patrioti. Nei primi giorni di maggio si recò sulle montagne del-
             l’alto piacentino. in merito a questo periodo Alessandro Pigazzini, nel suo testo 8
             agosto 1944. gropparello nella resistenza, ricorda attraverso alcune testimonianze la
             f gura del nostro carabiniere paracadutista: Quello che sappiamo per certo è che intor-
             no a primo carini si forma un gruppo coeso e deciso. al suo fianco troviamo da subito
             carlo castagnola “serse” di gusano, il brigadiere dei carabinieri lodovico timbri
             ed ettore sanizzari “ottaviano” di riglio. con le armi recuperate a montechino


             13 moVm alla memoria: Patriota di grande fede e di purissime doti, coraggioso, indomito e valoroso
               comandante partigiano, guidava i propri uomini alle più ardite imprese dando con le sue epiche gesta,
               alle popolazioni atterrite dalla prepotenza e dai soprusi degli oppressori, la fede del movimento parti-
               giano. Dopo aver compiuto per sua iniziativa azioni di leggendario valore, organizzava un audace piano
               per colpire uno dei maggiori responsabili delle ignominie e delle ef eratezze. Catturato per vile delazio-
               ne mentre si accingeva a compiere la missione veniva condannato a morte ed af rontava con f erezza e
               serenità il plotone di esecuzione che col piombo fratricida troncava la sua balda esistenza. Cadeva al
               grido “Viva l’italia!”, esempio ed assertore di ogni eroismo. Cimitero di Piacenza, 6 febbraio 1945.
             14  Alfonso bertolini, Alfredo Terrone, i militari nella guerra partigiana in italia 1943-1945, Roma,
               SmE Uf  cio Storico, 1998.

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