Page 110 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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i Carabinieri del 1945 - la liBerazione
lutwaffe, più agguerriti sotto l’aspetto ideologico, a uccidere con meno scrupoli .
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Due settimane dopo l’armistizio italiano il generale Rommel, comandante
supremo del gruppo di armate b, emanò il seguente ordine: il soldato tedesco dovrà
sopprimere come del tutto fuori luogo qualunque scrupolo di natura sentimentale nei
confronti delle bande asservite a Badoglio, anche se indossano l’uniforme dei nostri
ex compagni d’armi. chi di costoro combatte contro il soldato tedesco perde ogni dirit-
to di pietà e va trattato con durezza che si addice a una volgare canaglia che senza
preavviso ha rivolto le armi contro i suoi compagni .
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Nei soldati tedeschi la questione del tradimento e la tattica della “guerriglia”
con cui i partigiani colpivano, velocemente ed inaspettatamente, genereranno una
vera psicosi di paura e tensione ma anche di odio e vendetta.
il generale Albert Kesselring, principale attore della controguerriglia ai parti-
giani in italia, dopo essere scampato alla condanna a morte per fucilazione, per con-
cessione della grazia, nel 1954 pubblicò il testo memorie di guerra dedicando un
intero capitolo al fenomeno la guerra partigiana in italia. Seppur di parte e con
una prospettiva generale, con rari riferimenti geograf ci, vengono fornite informa-
zioni non trascurabili. Per Kesselring l’azione delle bande partigiane diventò mole-
sta nell’aprile del 1944, quando esse cominciarono ad agire sugli appennini ed a
nord e a sud delle alture, con centro nella regione di Firenze, disturbando seriamente
i rifornimenti, in modo da richiedere l’applicazione di provvedimenti di carattere
militare.
ma l’azione della resistenza, ancora per ammissione di Kesserling, non fu
af atto inaspettata: a partire da quell’epoca, la guerra partigiana diventò per il
comando tedesco un pericolo reale, la cui eliminazione era un obbiettivo di importan-
za capitale .
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A tal proposito possiamo af ermare che se gli Alleati avessero creduto maggior-
mente e sostenuto il movimento resistenziale forse il conf itto in italia avrebbe potu-
to aver avuto un’altra storia. Questo aspetto, certamente degno di approfondimen-
to, non può però essere af rontato in questa sede, per la sua complessità e spazio che
meriterebbe. Ciò detto, in storia della resistenza italia, Roberto battaglia fa emer-
gere la ragione del fallimento dell’of ensiva alleata: non si tratta solo del maltempo,
delle avversità atmosferiche oppure della mancanza dei complementi che secondo il
gen. clark, sarebbe stata decisiva per il fallimento dell’offensiva italiana. si tratta in
sostanza di una unica questione e cioè della stessa scarsa volontà dei dirigenti militari
24 Carlo Gentile, i crimini di guerra tedeschi in italia, Torino, Einaudi, 2015, pp. 85 e ss.
25 ivi, pp. 86 e ss.
26 Albert Kesselring, memorie di guerra, milano, Garzanti, 1954, pp. 252 e ss.
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