Page 111 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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timBri. Un partigiano “speciale”
nell’uno e nell’altro settore di portare a fondo l’offensiva, e lo stesso timore che li soffer-
mava nel momento decisivo […] il timore di far troppo presto, di vincere cioè la guerra
in una situazione troppo favorevole non solo all’U.r.s.s. ma anche per l’avvenire dei
popoli oppressi. Una europa che venga liberata contemporaneamente dall’atlantico
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ai carpazi, spaventa più ancora di un altro anno di guerra .
Nello scontro prospettico sulla strategia da tenere nella campagna d’italia in
questa fase del conf itto bellico, americani ed inglesi non sempre riuscirono ad
andare d’accordo. Come nel caso dell’operazione “Gelignite”, momento in cui
Roosevelt non appoggiò l’idea di Churchill, preoccupato per lo scenario post bel-
lico, di ef ettuare uno sbarco in istria per contrastare l’inf uenza Titina.
Contrariamente il presidente americano, appoggiato da Stalin, restò dell’idea che la
priorità doveva essere lo sbarco in Normandia e in Francia, con l’operazione
“overlord”.
L’arrivo dell’inverno e lo stallo delle azioni militari in italia inf uirono sull’azio-
ne della resistenza.
La reazione dei partigiani fu tutt’altro che benevola, con il Comitato di
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Liberazione Nazionale Alta italia (CLNAi) intenzionato a non far segnare il
passo alla resistenza e con i nazifascisti che avevano la mano libera vista la sosta pre-
annunciata dagli alleati.
Ciò indusse mussolini a scrivere una lettera ad Hitler, recapitatagli tramite
suo f glio Vittorio, nella quale propose di intraprendere una contro of ensiva sul
suolo italiano contro gli alleati.
Nella complessità del momento personaggi del calibro di Wolf e Dolman,
nonché esponenti della Curia milanese, si mossero per rendere possibile un nego-
ziato con gli anglo-americani per una pacif ca evacuazione tedesca dall’italia.
Progetto che non vedrà mai la luce per l’opposizione del CLN di Roma.
ma sul conto delle bande partigiane Kesselring, nelle sue memorie di guerra,
espresse giudizi poco edif canti, le cui ragioni sono facilmente intuibili: nel com-
plesso, i reparti partigiani offrivano l’aspetto di un miscuglio di soldati alleati, ita-
liani e balcanici, di disertori tedeschi, di elementi della popolazione maschile e fem-
minile dei mestieri e delle età più svariate, dotati di un diverso grado di moralità,
ma senza un senso etico intimo e comune; elementi fra i quali sovente i sentimenti
patri e l’entusiasmo servivano unicamente a mascherare i bassi istinti.
27 Roberto battaglia, storia della resistenza italiana (seconda edizione), Giulio Einaudi editore, 1953,
pp. 423 e ss.
28 organizzazione politico-militare, nata nel febbraio 1944 per opporsi ai nazifascisti, formata da mem-
bri dei partiti: Comunisti, Socialisti, Liberali, Partito d’Azione, Democristiani. La struttura trae ori-
gine dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) di milano.
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