Page 80 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli
girando, stringeva Qno a stritolare le falangi. ad ogni nuovo giro di vite, le dita si
gonQavano, non circolando più il sangue, potendo causare al sottoposto delle
invalidità permanenti. il notaio raccoglie ogni sillaba, verbalizzando ogni
lamento: [...] coepit dicta adducta dicere: È vero è vero è vero è vero, pluries atque
pluries praedicta verba replicando et postea dixit: Questo è l’anello che tu mi dai
et queste sono le promesse. interrogata an ea quae in eius examine deposuit et
modo confirmavit ad faciem ipius fuerint et sint vera et in dicto tormento velit
approbare et ratificare. respondit: È vero è vero è vero tutto quello che dico [...].
nel caso di artemisia così come in quelli di altre zitelle, la tortura è Qnaliz-
zata “ad eruendam veritatem, ad purgandam infamiam”, a lavar via con il dolo-
re l’infamia. Visibili saranno le ferite lasciate non sul corpo ma sull’animo della
giovane, che esprimerà il suo dramma attraverso la pittura. nulla meglio delle
tinte fosche del quadro che rappresenta giuditta ed oloferne può descrivere i
segni che l’umiliazione ha lasciato nella vita della donna.
9.7 l’epilogo del processo
terminata la fase difensiva, il processo inquisitorio entrava nella fase deci-
sionale concludendosi con la pronuncia della sentenza. nel caso dell’inquisitio
per stupro tuttavia ben pochi erano i processi che giungevano ad una vera e pro-
pria sentenza, costituendo la pronuncia Qnale un’eventualità ma non la regola:
nella maggior parte dei casi infatti i procedimenti si concludevano con l’archivia-
zione dovuta alla constatazione dell’avvenuto matrimonio o al ritiro della querela
per un sopraggiunto accordo tra le parti. in questi casi, molti, i giudici si limita-
vano a prendere atto della situazione, chiudendo il caso.
nel caso in cui i procedimenti venissero esaminati nel merito, la possibilità
di una pronuncia di assoluzione dell’imputato non era remota, potendo il pro-
scioglimento avvenire con varie formule a seconda che l’imputato fosse ricono-
sciuto pienamente innocente, oppure fosse stabilito il non luogo a procedere, per
esempio per l’assenza del corpo del reato - come accadeva di frequente qualora la
querelante fosse un’attrice o una serva - o ancora che le prove raccolte non fosse-
ro ritenute su)cienti per una condanna ma non del tutto inconsistenti da chiu-
dere deQnitivamente il caso. in quest’ultima circostanza, l’assoluzione non com-
portava dunque per l’inquisito la piena liberazione da ogni accusa; al contrario,
le formule usate dall’inquisitor lasciavano aperta la questione della colpevolezza,
consentendo la riapertura del procedimento.
le rimanenti pronunce di condanna erano quelle relative agli stupri violenti
e a quelli qualiQcati dalla promessa di matrimonio; mentre nel primo caso i proces-
si erano rari, le querele per stupro con seduzione erano invece le più numerose, ma
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