Page 84 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli
giovan Battista Marino. serbava, inoltre, tracce di un grandissimo fervore artisti-
co che vi aveva accentrato artisti di grande nome, primi fra tutti caravaggio,
annibale carracci, simon Vouet; vi lavoravano in quegli anni José de ribera e
Massimo stanzione (da lì a poco vi sarebbero approdati anche il domenichino,
giovanni lanfranco e altri ancora).
poco più tardi il trasferimento nella metropoli partenopea fu deQnitivo e lì l’ar-
tista sarebbe rimasta - salvo la parentesi inglese e trasferimenti temporanei - per il
resto della sua vita. napoli (pur con qualche costante rimpianto per roma) fu dun-
que per artemisia una sorta di seconda patria nella quale curò la propria famiglia (a
napoli maritò infatti, con appropriata dote, le sue due Qglie), ricevette attestati di
grande stima, fu in buoni rapporti con il viceré duca d’alcalá, ebbe rapporti di
scambio alla pari con i maggiori artisti che vi erano presenti (a cominciare da
Massimo stanzione, per il quale si deve parlare di un’intensa collaborazione artistica,
fondata su una viva amicizia e su evidenti consonanze stilistiche). a napoli, per la
prima volta, artemisia si trovò a dipingere tre tele per una chiesa, la cattedrale di
pozzuoli al rione terra: san Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli, l’Adorazione dei
Magi e santi Procolo e nicea. sono del primo periodo napoletano anche opere quali
la nascita di san Giovanni Battista al prado, corisca e il satiro in collezione privata.
in queste opere artemisia dimostra, ancora una volta, di sapersi aggiornare
sui gusti artistici del tempo e di sapersi cimentare con altri soggetti rispetto alle
varie Giuditte, susanne, Betsabee, Maddalene penitenti.
nel 1638 artemisia si recò a londra, presso la corte di carlo i. Quello ingle-
se fu un soggiorno che fece interrogare per lungo i critici, perplessi dalla fugacità
del viaggio, peraltro scarsamente documentato. artemisia, infatti, era ormai sal-
damente installata nel tessuto sociale e artistico di napoli, dove spesso riceveva
committenze prestigiose da mecenati illustri, come Filippo iV di spagna. la
necessità di preparare la dote per la Qglia prudenzia, prossima a maritarsi nell’in-
verno del 1637, la spinse probabilmente a cercare un modo per accrescere il pro-
prio gettito Qnanziario. Fu per questo motivo che, dopo aver sondato invano la
possibilità di installarsi presso varie corti italiane, decise di recarsi a londra, senza
tuttavia troppo entusiasmo: la prospettiva di un soggiorno inglese, evidentemen-
te, non le appariva per nulla attraente. a londra la pittrice raggiunse il padre
orazio, che nel frattempo era diventato pittore di corte e aveva ricevuto l’incarico
della decorazione di un so)tto (allegoria del trionfo della Pace e delle Arti) nella
casa delle Delizie della regina enrichetta Maria, a greenwich. dopo tanto
tempo padre e Qglia si ritrovarono legati da un rapporto di collaborazione artisti-
ca, ma nulla lascia pensare che il motivo del viaggio londinese fosse solo quello di
venire in soccorso all’anziano genitore.
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