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Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli




                    certo è che carlo i la reclamava alla sua corte e un riQuto non era possibile.
               carlo i era un collezionista fanatico, disposto a compromettere le Qnanze pubbli-
               che pur di soddisfare i suoi desideri artistici. la fama di artemisia doveva averlo
               incuriosito, e non è un caso che nella sua collezione fosse presente una tela di
               artemisia di grande suggestione, l’Autoritratto in veste di Pittura. artemisia ebbe
               dunque a londra una sua attività autonoma, che continuò per un po’ di tempo
               anche dopo la morte del padre nel 1639, anche se non sono note opere attribui-
               bili con certezza a questo periodo.
                    sappiamo che nel 1642, alle prime avvisaglie della guerra civile, artemisia
               aveva già lasciato l’inghilterra, dove d’altronde non aveva più senso restare una
               volta morto il padre. poco o nulla si sa degli spostamenti successivi. È un fatto
               che nel 1649 fosse nuovamente a napoli, in corrispondenza con il collezionista
               don antonio ru/o di sicilia che fu suo mentore e buon committente in questo
               secondo periodo napoletano. esempi di opere ascrivibili a questo periodo sono
               una susanna e i vecchioni oggi a Brno e una Madonna e Bambino con rosario con-
               servata all’el escorial. l’ultima lettera al suo mentore che noi conosciamo è del
               1650 e testimonia come l’artista fosse ancora in piena attività.
                    Fino al 2005, si credeva che artemisia morisse tra il 1652 e il 1653; ma
               recenti testimonianze mostrano che accettò ancora le commissioni nel 1654, seb-
               bene allora dipendesse molto dall’aiuto del suo assistente onofrio palumbo. si
               presume  oggi  che  sia morta  durante  la  devastante  peste  che  colpì  napoli  nel
               1656, spazzando via un’intera generazione di grandi artisti.

               10. Conclusioni
                    la monetizzazione dell’onore “danneggiato” con lo stupro alla stregua di
               qualsivoglia bene patrimoniale, la necessità di difendere il proprio buon nome
               nel corso del processo per ricevere considerazione e tutela, a costo di sopportare
               umiliazioni indicibili, ingiurie e falsità, Qno all’obbligo sociale di un matrimonio
               immediato e “riparatore”, con chicchessia, pur di evitare la pena più atroce del-
               l’esclusione totale dalla società e soprattutto dalla famiglia: tutto ciò è stato vissu-
               to da artemisia nel corso del seicento, ma anche dalle migliaia di vittime di stu-
               pro nel settecento illuminato e riformatore Qno agli anni più recenti.
                    la legislazione sullo stupro venne messa alla berlina sul Qnire del seicento,
               preparando il terreno per il processo di depenalizzazione dello stupro semplice,
               ma non dello stupro qualiQcato, che avrà luogo nel corso del settecento.







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