Page 88 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
P. 88
aRteMiSia 3.0. La condizione deLLa donna nei SecoLi
nel corso dell’ottocento, tuttavia, vi furono profondi e incisivi mutamenti
che investirono il tessuto economico sociale e, sebbene circoscritti alle regioni set-
tentrionali, ruppero il tradizionale equilibrio dell’economia contadina e artigianale.
iniziò un lento processo di sviluppo industriale ed uno dei riverberi più
importanti di ciò fu lo spopolamento delle campagne ed una migrazione verso le
città. La condizione delle donne che vivevano in campagna era molto sacriHcata.
oltre a crescere la prole e ad occuparsi delle faccende domestiche le donne vive-
vano nella casa dei genitori del marito, con le famiglie degli altri Hgli, sottomesse
alla suocera e tutte lavoravano in casa e nei campi. alle donne era a data la rac-
colta, per esempio, di uva, olive, frutta, ortaggi, legna.
con lo sviluppo delle manifatture, molte contadine abbandonarono questi
ambienti familiari angusti per andare a cercare un lavoro nelle fabbriche in città. a
torino la Manifattura tabacchi era uno degli stabilimenti più importanti
nell’ottocento, con duemila lavoratori, in gran parte donne. Molte donne lavora-
vano poi nell’industria tessile, che a torino rappresentava il settanta per cento della
forza lavoro. durante un intervento parlamentare del marzo 1850, cavour fece
una considerazione sul lavoro femminile: … dico che è molto opportuno che la società
regoli i giorni di riposo e ciò per le stesse ragioni per le quali nei paesi più civili, più
inoltrati nella scienza economica ed industriale, si sono regolate le ore di lavoro di
certe classi di persone, delle donne e dei fanciulli, cosa che io desidererei moltissimo che
si facesse da noi, perché mentre lamentiamo la condizione degli operai inglesi, forse
troppo poco ci curiamo di sapere che da noi, nei nostri opifizi, le donne ed i fanciulli
lavorano quasi un terzo (in più) se non il doppio di quello che si lavori in Inghilterra.
Parole che dimostrano un’attenzione di cavour rispetto a questo argomento .
2
Un altro vento di cambiamento del periodo fu il Risorgimento, considerato
come il primo evento della storia italiana nel quale la partecipazione femminile
sia apertamente ricercata e riconosciuta .
3
il Risorgimento permise a molte donne di emancipare la loro condizione,
partecipando alle proteste in città, alle barricate, caricando le cartucce, facendosi
promotrici di iniziative per raccogliere fondi.
alcune donne si distinsero anche sui campi di battaglia. Si ricorda, tra le
tante, la curiosa storia di Antonia Masanello, che si unì ai combattenti garibaldi-
ni come soldatessa.
La donna si arruolò sotto mentite spoglie, declinando le proprie generalità
come antonio Marinello, servendosi del cognome del marito.
2 https://www.camillocavour.com/associazione/incotri-cavouriani/la-vita-delle-donne-nellottocento/.
3 antonietta drago, Donne e amori del Risorgimento, Milano, Palazzi, 1960.
86

