Page 76 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli
Questo è quanto avviene nel corso delle audizioni di agostino tassi, nelle
quali gli viene chiesto di raccontare la storia della propria vita, i rapporti con
orazio ed artemisia gentileschi, non ché con i testimoni citati dalla giovane a
proprio favore, senza mai formalizzare un’accusa nei suoi confronti.
dopo un primo interrogatorio in occasione dell’incarcerazione, l’accusato
veniva interrogato in momenti successivi, emergendo la sua linea difensiva pro-
gressivamente, man mano che le audizioni procedevano e che le domande si face-
vano sempre più speciQche. a di/erenza della querelante, infatti, a cui è lasciato
lo spazio per costruire Qn da subito un suo racconto, non è individuabile un ana-
logo spazio di difesa per l’accusato nella fase iniziale del processo, essendo Qnaliz-
zato l’interrogatorio all’ottenimento di una confessione.
nella maggior parte dei casi, l’accusato negava categoricamente lo stupro,
a/ermando di non aver avuto alcun rapporto carnale con la giovane e parallelamente
contestandone la buona fama. Questa è la strategia difensiva messa in atto da
agostino tassi nel corso degli interrogatori a cui viene sottoposto. se nel primo di
questi interrogatori l’inquisitore acquisisce generaliter informazioni sulla vita del-
l’accusato, sul suo mestiere di pittore ed il suo matrimonio, nonché sulle sue prece-
denti incarcerazioni, a partire dal secondo interrogatorio del 6 aprile 1612 specialiter
interroga il tassi sui suoi rapporti con orazio ed artemisia gentileschi.
l’imputato, consapevole della propria fedina penale tutt’altro che immacola-
ta, Qn da subito cerca di mettere in cattiva luce orazio gentileschi, insinuando il
dubbio della falsità della supplica: [...] e poi mi fa questo per non volermi dare li miei
quattrini, et usurparmi la mia parte de i lavori della loggia di Monte cavallo, ma
forse non li riuscirà e non li riuscirà assolutamente perché io sono homo da bene e son
qui, dove si vederà.
l’imputato dunque adduce un credito vantato nei confronti del gentileschi
come possibile motivazione per le accuse mossegli; non solo, ma giustiQca nel
corso delle deposizioni la sua presenza in casa gentileschi in assenza di orazio con
la necessità di sorvegliare, su incarico di questi la Qglia dissoluta artemisia: il detto
Horatio mi disse ch’haveva messa a stare la detta tutia in compagnia di artimitia
[...] con animo et intentione certa di posser riparare a molti disgusti, che detta sua
figliola gli dava con essere sfrenata e tenere la cattiva vita, che perciò lui era dispe-
ratissimo e che perciò detto Horatio sfocava meco queste sue passioni e mi dichiarò che
questo suo dire che sua figlia faceva cattiva vita voleva inferire ch’era donna di
mala vita a che non sapeva come si far a rimediarci [...] son stato in casa di tutia
di notte, che ci sarò stato cinque o sei volte, con occasione che Horatio Gentileschi mi
mandava lì perché io dovessi scoprire se qualche d’uno praticava in casa di
Artimitia [...] e tutto questo lo facevo di ordine di detto Horatio Gentileschi [...].
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