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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli




                  Questo è quanto avviene nel corso delle audizioni di agostino tassi, nelle
             quali gli viene chiesto di raccontare la storia della propria vita, i rapporti con
             orazio ed artemisia gentileschi, non ché con i testimoni citati dalla giovane a
             proprio favore, senza mai formalizzare un’accusa nei suoi confronti.
                  dopo un primo interrogatorio in occasione dell’incarcerazione, l’accusato
             veniva interrogato in momenti successivi, emergendo la sua linea difensiva pro-
             gressivamente, man mano che le audizioni procedevano e che le domande si face-
             vano sempre più speciQche. a di/erenza della querelante, infatti, a cui è lasciato
             lo spazio per costruire Qn da subito un suo racconto, non è individuabile un ana-
             logo spazio di difesa per l’accusato nella fase iniziale del processo, essendo Qnaliz-
             zato l’interrogatorio all’ottenimento di una confessione.
                  nella maggior  parte  dei  casi,  l’accusato  negava  categoricamente  lo  stupro,
             a/ermando di non aver avuto alcun rapporto carnale con la giovane e parallelamente
             contestandone  la buona fama.  Questa è  la  strategia  difensiva messa  in  atto  da
             agostino tassi nel corso degli interrogatori a cui viene sottoposto. se nel primo di
             questi interrogatori l’inquisitore acquisisce generaliter informazioni sulla vita del-
             l’accusato, sul suo mestiere di pittore ed il suo matrimonio, nonché sulle sue prece-
             denti incarcerazioni, a partire dal secondo interrogatorio del 6 aprile 1612 specialiter
             interroga il tassi sui suoi rapporti con orazio ed artemisia gentileschi.
                  l’imputato, consapevole della propria fedina penale tutt’altro che immacola-
             ta, Qn da subito cerca di mettere in cattiva luce orazio gentileschi, insinuando il
             dubbio della falsità della supplica: [...] e poi mi fa questo per non volermi dare li miei
             quattrini, et usurparmi la mia parte de i lavori della loggia di Monte cavallo, ma
             forse non li riuscirà e non li riuscirà assolutamente perché io sono homo da bene e son
             qui, dove si vederà.
                  l’imputato dunque adduce un credito vantato nei confronti del gentileschi
             come possibile motivazione per le accuse mossegli; non solo,  ma giustiQca nel
             corso delle deposizioni la sua presenza in casa gentileschi in assenza di orazio con
             la necessità di sorvegliare, su incarico di questi la Qglia dissoluta artemisia: il detto
             Horatio mi disse ch’haveva messa a stare la detta tutia in compagnia di artimitia
             [...] con animo et intentione certa di posser riparare a molti disgusti, che detta sua
             figliola gli dava con essere sfrenata e tenere la cattiva vita, che perciò lui era dispe-
             ratissimo e che perciò detto Horatio sfocava meco queste sue passioni e mi dichiarò che
             questo suo dire che sua figlia faceva cattiva vita voleva inferire ch’era donna di
             mala vita a che non sapeva come si far a rimediarci [...] son stato in casa di tutia
             di notte, che ci sarò stato cinque o sei volte, con occasione che Horatio Gentileschi mi
             mandava  lì  perché  io  dovessi  scoprire  se  qualche  d’uno  praticava  in  casa  di
             Artimitia [...] e tutto questo lo facevo di ordine di detto Horatio Gentileschi [...].

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