Page 71 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli
di testimoni oculari e quando la vittima e l’accusato non erano degli sconosciuti,
come in questo caso. la giovane racconta che l’accusato avendo serrato la porta
a chiave mi spinse e dopo serrata mi buttò sulla sponda del letto, rendendo inutili
i suoi tentativi di resistenza: [...] mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et
alla bocca acciò non gridassi [...] e per lo impedimento che mi teneva alla bocca
non potevo gridare, pure cercavo di strillare meglio che potevo chiamando tutia
[...] e gli sgra gnai il viso e gli strappai li capelli [...].
per vincere il dubbio di una complicità della vittima era necessario non tra-
lasciare nel racconto alcun dettaglio ed anzi la narrazione del dolore Qsico appari-
va indispensabile per dimostrare la verginità, non essendo la querela di per sé
prova su)ciente dell’avvenuta violenza. ecco dunque artemisia narrare di aver
sentito un gran male che m’incendeva forte e l’inquisitore Francesco Bulgarello
chiederle an reperierit se sanguinolentam in pudendis (o si ritroverà sanguinante
per la vergogna), domanda alla quale la giovane risponde con semplicità, dichia-
rando come all’epoca nulla sapesse “di come passassero queste cose”.
costante è nel processo informativo il ripetersi della domanda alla donna vit-
tima di stupro di chiarire i segni da cui ha desunto la perdita della verginità e di
spiegare in che modo abbia cercato di difendere il suo onore, essendo fondamen-
tale anche il contegno tenuto dopo la violenza: [...] e dopo ch’ebbe fatto il fatto suo
mi si levò di dosso ed io vedendomi libera andai alla volta del tiratoio della tavola
e presi un cortello et andai verso Agostino dicendo: “ti voglio ammazzare con questo
cortello che tu m’hai vittuperata”. et esso apprendosi il gippone disse: «eccomi
qua», et io li tirai con il cortello [...] con tutto ciò lo ferii un poco[...]. All’hora poi
detto Agostino[...] mi disse: “Datemi la mano che vi prometto di sposarvi [...]”. e con
questa buona promessa mi racquetai [...].
l’attenzione dell’inquirente si so/erma anche sui trascorsi amorosi della
giovane. nel corso dell’interrogatorio viene chiesto an ipsa examinata cum ali-
qua alia persona carnaliter agere abuit ultra quam cum dicto Agostino (se lei stes-
sa, esaminata, abbia avuto rapporti carnali con altra persona oltre al detto
Agostino, per accertare che realmente fosse vergine all’epoca del fatto e fugare
ogni dubbio di disonestà.
si giustiQca in tal modo anche la richiesta di dire an [...] a dicto Augustino
fuerit unquam aliquid donatum et quid (se al detto Agostino sia mai stato dato
qualcosa e cosa), allo scopo di accertare se la giovane avesse ceduto pecunia corrup-
ta; domanda a cui artemisia risponde in modo netto, ribadendo la propria hone-
stas: Detto Agostino non m’ha mai donato cosa alcuna perché io non l’ho voluto per-
ché quel che facevo seco lo facevo solo che m’avesse a sposare vedendomi da lui vittu-
perata [...].
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