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Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli




                    all’articolo  358  c.p.p.  ovvero  art  563  del  progetto,  vi  era un’altra  causa
               estintiva nell’e)cacia della remissione nella Qgura speciQca e cioè valida ad estin-
               guere anche la condanna: la morte del coniuge o/eso.
                    il fondamento di questa causa liberante si riscontrava nella considerazione
               dell’inutilità di punire, essendo cessato il rapporto giuridico matrimoniale.
                    il progetto del 1927, aveva poi aggiunto un’altra causa di estinzione del
               reato, l’annullamento del matrimonio del colpevole di adulterio o di concubina-
               to. anche il codice rocco confermò che la condanna per delitto di adulterio
               comportava la perdita dell’autorità maritale.
                    Una grande innovazione ci fu con la formulazione dell’articolo 562, per cui
               il giudice poteva, su richiesta del coniuge o/eso, pronunciare la sentenza di sepa-
               razione personale assieme alla sentenza di condanna per adulterio o per concubi-
               nato. Questo comportava anche, a norma delle leggi civili, altri provvedimenti
               che venivano emessi a carico del coniuge contro il quale era stata emessa la sen-
               tenza.
                    Fu il parlamento italiano ad abrogare la “rilevanza penale della causa d’ono-
               re”, una disposizione tremenda, umiliante soprattutto per le donne che ne erano
               le prime vittime. come abbiamo visto si trattava di un residuo legislativo del
               codice rocco, leggi che da tempo facevano parte della legislazione italiana ma che
               furono con l’avvento della costituzione fortemente in contrasto con il nuovo
               diritto di famiglia.
                    la carta costituzionale difatti sancì l’incostituzionalità dell’art 559 c.p., che
               prevedeva la punizione del solo adulterio della moglie e del concubinato del mari-
               to.

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               9. Il caso di Artemisia Gentileschi
                    artemisia lomi gentileschi nacque a roma nel 1593, primogenita del pit-
               tore orazio gentileschi e di prudenzia di ottaviano Montoni. l’interesse per la
               pittura si espresse sin dalla sua fanciullezza: perse la madre a soli 12 anni e fu pro-
               prio in quel momento che iniziò ad avvicinarsi alla pittura, a/ascinata dal lavoro
               del padre tanto da nascere in lei un desiderio di emulazione.
                    la formazione  iniziale  di artemisia gentileschi venne  guidata  dal  padre
               che, sin da subito, stimolò l’innato talento della Qglia e la introdusse alle nozioni
               basilari della pittura. tra il 1608 e il 1609, il rapporto tra orazio e artemisia
               divenne a tutti gli e/etti una collaborazione creativa: la Qglia iniziò a produrre
               opere d’arte in autonomia e intervenne su quelle paterne.

               44  il delitto di stuprum tra cinquecento e seicento. il caso di artemisia gentileschi. tesi di laurea
                  di elisa Ferraretto.

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