Page 64 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli
per le nozze della Qglia. nell’europa del rinascimento nessuna ragazza poteva
sposarsi senza dote.
le famiglie che non potevano permettersi la dote, soprattutto se avevano
avuto più Qglie, spesso sceglievano di mandarle in convento, poiché l’istituzione
forniva loro cibo e un tetto.
la regola del “o si sposi o si doti” era cristallizzata negli ordinamenti di molti
stati italiani preunitari. la ragazza, dopo aver subito la violenza, era dunque
destinata al matrimonio riparatore oppure alla prostituzione.
l’obbligo di sposare la fanciulla stuprata, oppure di munirla di dote, muove
dal presupposto che la volontà della donna sia ordinata al matrimonio, per cui è
proprio il matrimonio a ristabilire l’ordine morale e giuridico infranto: la donna
non vorrebbe pertanto il rapporto sessuale in sé, ma sarebbe persuasa attraverso
la prospettiva di un successivo matrimonio. gli elementi presi in considerazione
per optare la dote in luogo del matrimonio sono per lo più riguardanti le condi-
zioni personali dell’autore dello stupro, come la di/erenza di censo rispetto alla
vittima, oppure lo stato di persona coniugata dello stupratore stesso. il principio
per cui virgo semper praesumitur seducta et decepta viene invocato per non punire
la donna, poiché ne esclude la compartecipazione al reato e permette di qualiQ-
carla come vittima di stupro semplice.
la virtù più raccomandata alle donne era invece quella dell’obbedienza.
nel clima sessuofobico instaurato sul Qnire del XVi secolo dal concilio di
trento e dalla controriforma, si fa ancora più di)cile la condizione della donna,
conQnata al suo ruolo di madre e del tutto emarginata dalla vita politica e dal-
l’istruzione. la donna, quasi una carcerata, si chiude tra le pareti domestiche,
destinata vita natural durante al matrimonio o alla clausura. di conseguenza la
sfera privata prevale sulla partecipazione pubblica e sulla socialità, e l’intimità
domestica sulla solidarietà e sulla vita di relazioni.
a partire dal cinquecento e per tutto il corso del seicento le donne furono
infelici protagoniste della cosiddetta “caccia alle streghe”: accusate di creare
pozioni magiche con le erbe e di congiungersi carnalmente con il demonio,
molte donne furono torturate e mandate al rogo per il solo fatto di essere deposi-
tarie di empirici saperi tradizionali che spesso si rivelavano e)caci quanto le
medicine dell’epoca.
il reato di violenza sessuale venne poco perseguito dai tribunali e soprattut-
to i giudici dell’ancien régime mostrarono un atteggiamento di indulgenza e di
comprensione rispetto agli episodi di stupro.
ogni denuncia di violenza sessuale venne trattata con incuria e quasi con
indi/erenza: la sensibilità verso la brutalità fu attenuata.
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