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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli




             per le nozze della Qglia. nell’europa del rinascimento nessuna ragazza poteva
             sposarsi senza dote.
                  le famiglie che non potevano permettersi la dote, soprattutto se avevano
             avuto più Qglie, spesso sceglievano di mandarle in convento, poiché l’istituzione
             forniva loro cibo e un tetto.
                  la regola del “o si sposi o si doti” era cristallizzata negli ordinamenti di molti
             stati  italiani  preunitari.  la  ragazza,  dopo  aver  subito  la violenza,  era  dunque
             destinata al matrimonio riparatore oppure alla prostituzione.
                  l’obbligo di sposare la fanciulla stuprata, oppure di munirla di dote, muove
             dal presupposto che la volontà della donna sia ordinata al matrimonio, per cui è
             proprio il matrimonio a ristabilire l’ordine morale e giuridico infranto: la donna
             non vorrebbe pertanto il rapporto sessuale in sé, ma sarebbe persuasa attraverso
             la prospettiva di un successivo matrimonio. gli elementi presi in considerazione
             per optare la dote in luogo del matrimonio sono per lo più riguardanti le condi-
             zioni personali dell’autore dello stupro, come la di/erenza di censo rispetto alla
             vittima, oppure lo stato di persona coniugata dello stupratore stesso. il principio
             per cui virgo semper praesumitur seducta et decepta viene invocato per non punire
             la donna, poiché ne esclude la compartecipazione al reato e permette di qualiQ-
             carla come vittima di stupro semplice.
                  la virtù più raccomandata alle donne era invece quella dell’obbedienza.
                  nel clima sessuofobico instaurato sul Qnire del XVi secolo dal concilio di
             trento e dalla controriforma, si fa ancora più di)cile la condizione della donna,
             conQnata al suo ruolo di madre e del tutto emarginata dalla vita politica e dal-
             l’istruzione. la donna, quasi una carcerata, si chiude tra le pareti domestiche,
             destinata vita natural durante al matrimonio o alla clausura. di conseguenza la
             sfera privata prevale sulla partecipazione pubblica e sulla socialità, e l’intimità
             domestica sulla solidarietà e sulla vita di relazioni.
                  a partire dal cinquecento e per tutto il corso del seicento le donne furono
             infelici  protagoniste  della  cosiddetta  “caccia  alle  streghe”:  accusate  di  creare
             pozioni magiche  con  le  erbe  e  di  congiungersi  carnalmente  con  il demonio,
             molte donne furono torturate e mandate al rogo per il solo fatto di essere deposi-
             tarie  di  empirici  saperi  tradizionali  che  spesso  si  rivelavano  e)caci  quanto  le
             medicine dell’epoca.
                  il reato di violenza sessuale venne poco perseguito dai tribunali e soprattut-
             to i giudici dell’ancien régime mostrarono un atteggiamento di indulgenza e di
             comprensione rispetto agli episodi di stupro.
                  ogni denuncia di violenza sessuale venne trattata con incuria e quasi con
             indi/erenza: la sensibilità verso la brutalità fu attenuata.

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