Page 61 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli
in campagna erano riservate alle donne mietitura, Qenagione, essiccazione
del Qeno, creazione di covoni di paglia, aerazione del foraggio, potatura delle
vigne, spremitura dei grappoli d’uva, raccolta di ortaggi, erbe medicinali, frutta,
conservazione o lavorazione dei prodotti della terra.
se la famiglia possedeva animali da cortile, era compito delle donne dar loro
da mangiare e preparare burro e formaggio. spesso le donne vendevano uova, frut-
ta, verdura, prodotti conservati, tessuti e utensili d’artigianato prodotti dal marito.
le più povere facevano spesso le venditrici ambulanti e pranzano all’aperto negli
stessi luoghi di mercato o in città lavoravano presso le famiglie più ricche in qualità
di servitrici o lavandaie. Vi sono prove che le donne, oltre a cucinare e a svolgere le
normali faccende domestiche, praticavano anche altre attività come la macinazio-
ne, la fermentazione della birra, la macellazione e la Qlatura; oltre alla produzione di
farina, carne, formaggi e tessuti sia per il consumo diretto ma anche per la vendita.
Molto diversa era la vita delle donne nobili, castellane o feudatarie, che durante l’as-
senza dei mariti si occupano di tutto, anche della difesa del castello in caso di attac-
chi nemici. le aristocratiche vivevano Qn da piccole nel gineceo, imparano a tessere,
cucire i capi di vestiario per l’intera famiglia e a ricamare, venivano concesse in sposa
molto giovani (a partire dai sette anni) e secondo la consuetudine dell’epoca erano
costrette a vivere con la famiglia del Qdanzato, in attesa dell’età consentita per mari-
tarsi. il corpo femminile, prima e durante il matrimonio, era sotto il rigido control-
lo non solo del marito, ma anche della suocera e delle domestiche, per evitare adul-
teri e assicurare alla casata eredi legittimi. i matrimoni non duravano quasi mai più
di dieci-quindici anni, poiché gli uomini perdevano spesso la vita in guerra, e le
donne morivano di parto. in media, mettevano al mondo tra gli otto e i dieci Qgli,
lasciandoli spesso orfani. perciò gli uomini preferivano avere mogli molto più gio-
vani di loro.
nel Medioevo la tortura divenne uno strumento giudiziario (sia punitivo, sia
per ottenere confessioni), le tecniche erano diverse: la più comune era la “corda”, si
sollevava dal suolo il sospettato con una corda legata ai polsi facendolo poi precipi-
tare a terra da varie altezze, disarticolando gli arti superiori, le “cannette” inserite tra
le dita delle mani e poi strette con cordicelle; le tenaglie roventi con le quali si strap-
pavano le carni o l’acqua fatta ingerire, con la forza a litri. la tortura continuò a
lungo, cominciò a cambiare qualcosa con l’illuminismo.
6. Età comunale
al feudalesimo subentrò l’età dei liberi comuni, autentiche città-stato. le
arti si destarono da un sonno secolare, le fanciulle trovarono il coraggio di scio-
gliersi le trecce e godettero a farsi ammirare copiose cascate di capelli.
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