Page 62 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli
Molte riscoprirono la leggiadria, tutta femminile, d’intrecciare ai capelli una
coroncina di Qori. le donne maritate erano meno osé e continuarono a coprirsi
col velo o ad avvolgere il capo, accuratamente rasato (per evitare i fastidiosissimi
pidocchi) con larghe bende bianche che coprono pure la fronte e le guance Qno
al mento. i capelli erano ancora tra le parti del corpo che non era bene, per una
signora, scoprire. durante l’età comunale, le donne ricche urbanizzate poterono
diventare commercianti come i loro mariti o addirittura Qnanziatrici; le donne
della borghesia lavoravano nelle industrie tessili e nella fabbricazione della birra.
anche nelle città, specialmente nell’alto Medioevo, le donne comandavano servi-
tori di ogni sorta, numerosi quanto nelle campagne, a seconda della ricchezza e
attività della famiglia. aiutavano i mariti nella vendita di prodotti artigianali, un
po’ di tutto: manici di balestre, tasche da sella, cinture di cuoio, speroni, saponi,
pergamene, spezie importate dall’oriente, tessuti e Qlati di lana. per gestire il
commercio fu necessario sapere leggere, scrivere e far di conto. nacquero così
scuole per ragazze borghesi tenute da beghine o suore dei diversi ordini che desi-
deravano rompere il monopolio ecclesiastico e maschilista della cultura. le arti-
giane presenti in alcune città, proprio come i loro equivalenti maschi, si organiz-
zarono in gilde. anche se le mogli erano obbligatoriamente sottomesse all’auto-
rità maritale, esse riuscirono a mantenere ancora certi diritti.
tra il Xii secolo e la seconda metà del XiV secolo nacque l’inquisizione. la
santa sede, ritenendo insu)cienti alla repressione dell’eresia catare e valdese i
mezzi ordinari e l’autorità vescovile, nominò propri delegati inquisitori con l’in-
carico di ricercare e giudicare gli eretici. il processo si divideva in diverse fasi: la
denuncia, l’inchiesta e il processo vero e proprio. la denuncia poteva avvenire sia
da parte di un accusatore che aveva delle prove, sia da parte di un accusatore senza
prove ma che godeva di buona fama. dopo l’inchiesta l’imputato veniva arresta-
to, ma non sempre andava in prigione, a volte veniva rilasciato su cauzione.
l’imputato non poteva sapere né per cosa era stato accusato né chi fossero i testi-
moni Qno al processo. per ottenere delle confessioni certe, e così poi sottoporle al
processo, si usavano spesso le torture. le torture più comuni erano la corda, la
ruota, la frusta e la lapidazione. alcune streghe resistevano alle torture e venivano
rilasciate, altre non ce la facevano e confessavano anche reati non commessi, per
evitare di so/rire. dopo la tortura e la confessione, si decideva come la strega
doveva essere uccisa in base al fatto compiuto; venivano condannate per strego-
neria, eresia, omicidio, avvelenamento o satanismo. le modalità di esecuzione
erano diverse: il rogo, l’impiccagione e lo schiacciamento da pietre. con l’inqui-
sizione la donna viene ritenuta rappresentante del diavolo sulla terra, capace di
trarre in inganno l’uomo spingendolo al peccato in qualsiasi modo.
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