Page 57 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli
donna infedele, gli unici che possano uccidere in occasione dell’adulterio, sono
anche titolari esclusivi della legittimazione all’accusa di adulterio. il fondamento
di tale legittimazione, di cui entrambi sono titolari e che non compete ad estranei,
risiede certamente nel particolare rapporto che li lega alla donna e che fa sì che il
suo adulterium sia valutato quale iniuria nei loro confronti.
l’accusatio publica o iure extranei si conQgura, come tra poco vedremo, in
un potere di supplenza che si costituisce ed è esercitabile quando il pater o il
maritus risultino inerti alla scadenza di un termine precisato. ciò costituisce un
ulteriore tassello per la conQgurazione dell’adulterio come un vero e proprio
reato di diritto pubblico, alla cui repressione non è interessato soltanto il soggetto
o i soggetti lesi, ma l’intero ordinamento, il che è comprensibile se si tiene conto
della centralità del matrimonium monogamico nella struttura sociale ed econo-
mica coeva. le di/erenze tra le due specie di accusationes sono assai notevoli.
anzitutto riguardo all’oggetto, l’accusa speciale iure mariti vel patris si può in
tentare solo per adulterium in senso tecnico, mentre l’accusatio publica o iure
extranei si rivolge tanto contro l’adulterium, quanto contro lo stuprum. per
poter in tentare l’accusatio iure mariti vel patris è necessaria l’esistenza del pre-
supposto delle nozze legittime, che si abbia cioè il connubium propriamente
detto; l’accusa appare esperibile, dunque, soltanto nell’ipotesi di rapporto extra-
coniugale della nupta. il pater, cioè, non è legittimato ad essa qualora desideri
reprimere la condotta colpevole della Qglia non sposata.
il processo è attivato da un’accusa che rimane riservata, entro sessanta giorni
dalla data del divorzio, al padre ed al marito di colei cui viene addebitato l’ adulte-
rium: in questo lasso di tempo a nessun estraneo è concesso promuovere il giudizio;
decorso inutilmente il tempo stabilito dal provvedimento, l’accusa diventa accessi-
bile a tutti, ma deve essere esperita nel termine di quattro mesi, per cui chiunque,
in quanto membro della comunità interessata a difendersi dalle conseguenze dei
comportamenti sessuali giuridicamente riprovati, è ammesso ad accusare.
dopo sei mesi dal divorzio, nei cinque anni che decorrono dal dies commissi
criminis, è possibile agire soltanto contro il complice. in un solo caso gli estranei
sono ammessi all’accusa prima dei sessanta giorni: quando il padre o il marito fac-
ciano espressa dichiarazione di non voler muovere l’accusa. secondo pomponio,
infatti, se il padre e il marito negano, prima dei sessanta giorni, di voler promuo-
vere l’accusa loro riservata, gli estranei sono subito ammessi ad accusare, eviden-
temente per un periodo che non superi i quattro mesi, che cumulandosi al tempo
già trascorso, può anche risultare di poco superiore ai centoventi giorni dal divor-
zio. se non vi sia stato divorzio, l’estraneo non può agire, se prima non abbia espe-
rito l’accusa di lenocinium contro il marito.
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