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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli




                  si può parlare di un vero e proprio onere di resistenza a carico della vittima
             che nel corso dell’audizione doveva dimostrare di aver adeguatamente resistito,
             opponendo una resistenza vera ad una violenza altrettanto vera: invocando aiuto,
             gra)ando l’aggressore, usando qualsiasi oggetto per difendersi da questi.

             9.3 Formalis recognitio informativa: l’audizione della vittima e il racconto della
               violenza subita
                  con la propria supplica, orazio gentileschi aveva azionato il meccanismo
             dell’inquisizione, che si sarebbe svolto secondo un rituale rigidamente prestabili-
             to.
                  subito dopo l’audizione della vittima, il giudice disponeva ritualmente una
             perizia e facevano il proprio ingresso ad locum examinis duas publicas obsterices
             in arte et exercitio peritas (al luogo dell’esame due ostetriche pubbliche nell’arte e
             nell’esercizio dell’abilità: il compito delle ostetriche era quello di individuare i
             segni della de orazione, nonché le tracce di un’eventuale gravidanza, conferman-
             do o meno l’asserita onestà della vittima.
                  le visite ginecologiche furono lunghe e umilianti, il corpo di artemisia fu
             esposto alla morbosa curiosità della plebe di roma e agli attenti occhi di un nota-
             io incaricato di redigerne il verbale.
                  le due levatrici, diambra e caterina, vengono incaricate di eseguire una
             visita  ginecologica  alla  giovane  poco  dopo  l’audizione,  dovendo  poi  riferire  i
             risultati dell’ispezione separatamente al giudice ad e!ectum vere sciendi an prae-
             dicta examinata sit deflorata prout dicit (al fine di sapere veramente se il suddetto
             esame è stato deflorato come dice.
                  le  condizioni  in  cui  le  levatrici  si  accingevano  ad  operare  non  erano  le
             migliori, dal momento che la supplica non era stata presentata tempestivamente
             e l’evidenza di una de orazione violenta non poteva essere su/ragata da altri ele-
             menti, quali i segni di una colluttazione. peraltro, buona parte dei medici e delle
             ostetriche trascurava nel seicento nelle proprie perizie le cosiddette tracce perife-
             riche della violenza, quali gra) e lividi, secondo una prassi che attribuiva un’im-
             portanza relativa a tutti questi segni, dovendo riferire “solo i tentativi di lacerazio-
             ne riscontrati nella ragazza attorno alle parti ordinate dalla natura per la genera-
             zione” come risulta da un testo di medicina legale dell’epoca. conferito l’incari-
             co, le due ostetriche, una post alia iurant (una dopo l’altra giurano) e si ritirano
             in una stanza attigua a quella degli interrogatori.
                  eseguita l’ispezione, vengono comunicati i risultati separatim al giudice, in
             modo da accertare eventuali disparità di opinioni. nel caso di artemisia gentileschi
             le due ostetriche sono d’accordo, confermando l’avvenuta de orazione: io ho toccata

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