Page 77 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
P. 77

Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli




                    con un linguaggio meno pudico di quello usato dalla vittima, agostino
               tassi prosegue nella sua difesa contestando la presunta moralità della giovane:
               dichiara, infatti, di aver notato molti giovani mentre uscivano di casa sua, essendo
               stato inviato da orazio a sorvegliare certi andavano intorno ad Artimitia e che fu
               trattato di voler maritare detta Artimitia a quel Modenese, che se la teneva, et io
               fui il mezzano a trattarlo e la causa che non seguì fu perché detto giovane a me mi
               disse che era stato benissimo informato che Artimitia era una puttana.

               9.6 il confronto tra vittima ed imputato. la tortura di Artemisia Gentileschi
                    il  racconto  dell’accusato  si  presenta  per molti  aspetti  speculare  a  quello
               della dolente, tendendo a sottolineare tutti gli elementi che ne incrinano la buona
               reputazione, quali i numerosi amanti, l’atteggiamento venale ed interessato, la
               sguaiatezza nel parlare e l’incapacità di controllo da parte del padre. nel corso del
               processo inoltre anche agostino tassi cerca di costruire un’immagine di sé posi-
               tiva, ben lontana dalla Qgura del seduttore irresponsabile: io son andato a casa di
               Horatio in assenza sua perché mi c’ha mandato lui, che voleva ch’io imparassi alla
               figliola di prospettiva, e ci andai alcune volte [...] ma io non sono mai stato da solo
               a  solo  in  casa  di  Artimitia  con  essa  [...]  Andavamo  raggionando  con  detta
               Artimitia [...] ch’io dicevo che volesse essere buona figliola, e non volesse fare vergo-
               gna a suo padre, perché s’era data in preda nella maniera che aveva fatto e s’era
               riempita di male francese e lei mi disse: ‘che vuoi che ci faccia, m’ha condotto qui
               mio padre così, la prima cosa perché lui stette una volta venti dì preggione e mi
               lasciò in necessità di una pagnotta e l’altra perché vuole usar meco a punto come se
               li fosse moglie’, et io la ripresi, e dissi che non dicesse certe cose, perché io non li cre-
               devo e tenevo detto Horatio per uomo da bene [...].
                    la reputazione, qualità sfuggente e così determinante, era quindi costante
               oggetto di indizi, dubbi, insinuazioni, così come i parametri per la sua valutazio-
               ne si dimostrano particolarmente  essibili: adeguandosi le valutazioni dei giudici
               alle  condizioni  sociali  delle  parti  in  causa,  nel  caso  di un’unione  socialmente
               incompatibile, sarebbe bastata qualche insinuazione a macchiare la reputazione
               della querelante, soprattutto quando si fosse trattato di una serva o di una popo-
               lana. come nel caso delle vittime, anche gli accusati dimostrano di conoscere i
               meccanismi legali: l’uso di una strategia narrativa che insinui il dubbio sull’onestà
               della donna, la ricerca di prove e il ricorso a dei testimoni denotano una consape-
               volezza del proprio ruolo processuale.
                    il 14 maggio 1612 agostino tassi viene di nuovo chiamato dai giudici che
               gli contestano la sua deposizione. l’autorità inquirente si dimostra Qn da subito
               dura con l’accusato, chiedendogli più volte an omissa eius pertinacia se diposuerit

                                                                                         75
   72   73   74   75   76   77   78   79   80   81   82