Page 48 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli
ricordando quanto detto nel paragrafo precedente riguardo al divieto di
bere vino, plinio il Vecchio racconta che la moglie di ignazio Mantenno, fu ucci-
sa a frustate dal merito proprio perché aveva osato bere vino dalla botte, mentre
un’altra fu lasciata morire di fame perché aveva forzato la cassetta ove vi erano le
chiavi della cantina. il ripudio, che sotto il tardo impero verrà ammesso solo in
casi di adulterio, omicidio, maleQcio e avvelenamento del coniuge, in tutta l’epo-
ca classica era possibile esercitarlo in ogni momento.
si recapitava un biglietto all’interno del quale vi era scritto tuas res tibi habe-
to (riprenditi quello che è tuo) ed era così tutto Qnito.
se il divorzio era l’unica possibilità per potersi successivamente risposare, il
ripudio poteva avvenire per ragioni molto meno gravi, che passavano sotto la for-
mula di comportamenti ritenuti perversi e disgustosi.
Ma che rapporto c’era tra repudium e divorzio?
i giuristi classici sembrava usassero i due termini a volte come sinonimi, a
volte con signiQcati diversi, ma in generale repudium indicava la volontà del
coniuge e divortium la cessazione del matrimonio.
Questa confusione terminologica dipese dal fatto che in origine questi atti
potevano essere compiuti solo su iniziativa dell’uomo, poi con il tempo e la deca-
denza della manus, si giunse a formare un divorzio consensuale.
nei primi secoli dell’età imperiale, il fenomeno del divorzio e delle nuove
nozze era molto frequente, in particolar modo tra le classi più agiate, questo avve-
niva per calcolo politico o economico e si poteva considerare anche un segno di
emancipazione femminile. se venivano a mancare all’interno del rapporto matri-
moniale o la materiale convivenza degli sposi o l’a!ectio maritalis (il reciproco
consenso a considerarsi marito e moglie) il matrimonio si scioglieva, specie se vi
era la cessazione della volontà di convivere da parte di entrambi i coniugi.
secondo ciò che racconta plutarco, romolo non permetteva mai alle donne di
divorziare, mentre lo permetteva ai mariti in alcuni casi tentato avvelenamento,
uso di chiavi false, adulterio. coloro che ripudiavano la donna per altri motivi,
avrebbero perso i suoi beni, dei quali metà sarebbero stati assegnati ad essa e l’al-
tra parte sarebbe stata assegnata al tempio di cerere. Fin dall’epoca repubblicana,
la donna poteva uscire a capo scoperto, ma gli uomini potevano divorziare da una
donna sposata che non copriva il capo con un velo o con un lembo di mantello,
lo fece ad esempio gaio sulpicio galba.
ricordando quanto detto nel paragrafo precedente riguardo al divieto di
bere vino, plinio il Vecchio racconta che la moglie di ignazio Mantenno, fu ucci-
sa a frustate dal merito proprio perché aveva osato bere vino dalla botte, mentre
un’altra fu lasciata morire di fame perché aveva forzato la cassetta ove vi erano le
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