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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli




                  ricordando quanto detto nel paragrafo precedente riguardo al divieto di
             bere vino, plinio il Vecchio racconta che la moglie di ignazio Mantenno, fu ucci-
             sa a frustate dal merito proprio perché aveva osato bere vino dalla botte, mentre
             un’altra fu lasciata morire di fame perché aveva forzato la cassetta ove vi erano le
             chiavi della cantina. il ripudio, che sotto il tardo impero verrà ammesso solo in
             casi di adulterio, omicidio, maleQcio e avvelenamento del coniuge, in tutta l’epo-
             ca classica era possibile esercitarlo in ogni momento.
                  si recapitava un biglietto all’interno del quale vi era scritto tuas res tibi habe-
             to (riprenditi quello che è tuo) ed era così tutto Qnito.
                  se il divorzio era l’unica possibilità per potersi successivamente risposare, il
             ripudio poteva avvenire per ragioni molto meno gravi, che passavano sotto la for-
             mula di comportamenti ritenuti perversi e disgustosi.
                  Ma che rapporto c’era tra repudium e divorzio?
                  i giuristi classici sembrava usassero i due termini a volte come sinonimi, a
             volte  con  signiQcati  diversi,  ma  in  generale  repudium  indicava  la volontà  del
             coniuge e divortium la cessazione del matrimonio.
                  Questa confusione terminologica dipese dal fatto che in origine questi atti
             potevano essere compiuti solo su iniziativa dell’uomo, poi con il tempo e la deca-
             denza della manus, si giunse a formare un divorzio consensuale.
                  nei primi secoli dell’età imperiale, il fenomeno del divorzio e delle nuove
             nozze era molto frequente, in particolar modo tra le classi più agiate, questo avve-
             niva per calcolo politico o economico e si poteva considerare anche un segno di
             emancipazione femminile. se venivano a mancare all’interno del rapporto matri-
             moniale o la materiale convivenza degli sposi o l’a!ectio maritalis (il reciproco
             consenso a considerarsi marito e moglie) il matrimonio si scioglieva, specie se vi
             era  la  cessazione  della volontà  di  convivere  da  parte  di  entrambi  i  coniugi.
             secondo ciò che racconta plutarco, romolo non permetteva mai alle donne di
             divorziare, mentre lo permetteva ai mariti in alcuni casi tentato avvelenamento,
             uso di chiavi false, adulterio. coloro che ripudiavano la donna per altri motivi,
             avrebbero perso i suoi beni, dei quali metà sarebbero stati assegnati ad essa e l’al-
             tra parte sarebbe stata assegnata al tempio di cerere. Fin dall’epoca repubblicana,
             la donna poteva uscire a capo scoperto, ma gli uomini potevano divorziare da una
             donna sposata che non copriva il capo con un velo o con un lembo di mantello,
             lo fece ad esempio gaio sulpicio galba.
                  ricordando quanto detto nel paragrafo precedente riguardo al divieto di
             bere vino, plinio il Vecchio racconta che la moglie di ignazio Mantenno, fu ucci-
             sa a frustate dal merito proprio perché aveva osato bere vino dalla botte, mentre
             un’altra fu lasciata morire di fame perché aveva forzato la cassetta ove vi erano le

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