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Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli




               cosa con la forza, ma lo faceva corrompendo la vittima e ingannando doppiamen-
               te il marito, cercando di sottrargli la moglie e allo stesso tempo il patrimonio, ciò
               emerge con chiarezza nella famosa orazione per l’uccisione di eratostene di lisia:
               “il  legislatore ha  ritenuto  che  i violentatori meritassero una  pena minore  dei
               seduttori; per questi infatti ha stabilito la pena di morte (…) nella convinzione
               che chi agisce con violenza è odiato da chi subisce la violenza stessa, mentre quelli
               che usano la seduzione corrompono anche l’animo delle vittime, Qno al punto
               che rendono le mogli degli altri più a/ezionate a loro che ai mariti, che tutta la
               casa Qnisce sotto il loro controllo e che diventa incerto di chi siano i Qgli, se dei
               mariti o degli adulteri”.
                    la terminologia utilizzata dai greci per riferirsi alla moderna violenza sessua-
               le è alquanto varia ed incerta.
                    i greci descrivono l’attacco unilaterale alla donna in termini di hybris, con-
               cetto  centrale  nella  cultura  classica  che  richiama un’intollerabile  e  tracotante
               manifestazione di superiorità. aristotele deQnì l’hybris come: “l’insieme di atti e
               parole che impongono vergogna alla vittima, senz’altra Qnalità che questa e per il
               puro piacere”. la causa del piacere per coloro che commettono l’hybris è che essi
               credono, facendo del male di a/ermare meglio la loro superiorità”.
                    sulla scorta di quanto appena detto, non era considerata violenza sessuale
               quando si costringeva la propria moglie ad un rapporto, o quando si usava la
               forza con una prostituta (porne).
                    Quando ci fosse stato un rapporto con una donna vergine, il mito consen-
               tiva di sostituire il matrimonio al ratto quale rituale di passaggio, perché l’unione
               poteva plausibilmente proseguire in una stabile vita coniugale.
                    le prime regole in materia di rapporti sessuali nel mondo ellenico, sono
               contenute nella legge di draconte (620-621 a.c.). tale legge vietò la vendetta pri-
               vata, stabilendo che a partire da quel momento gli assassini venissero giudicati da
               appositi tribunali e venissero condannati a scontare una pena, nel fare ciò, furono
               stabilite alcune eccezioni, garantendo l’impunità a chi avesse ucciso in determi-
               nate circostanze, una di queste era quello di chi avesse ucciso l’uomo sorpreso
               con la moglie, madre, Qglia e sorella , questo perché la moicheia era considerato
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               un comportamento così grave e inammissibile da giustiQcare l’uccisione del tra-
               sgressore sorpreso sul fatto.


               31  l’omicidio era da considerarsi legittimo, non volontario (phonos akousios), e perciò evitava di
                  andare in esilio: “se qualcuno uccide durante i giochi involontariamente, o per errore in guerra, o
                  se uccide l’uomo sorpreso presso la moglie, la madre, la sorella la Qglia o la concubina”. il moichos
                  poteva evitare l’uccisione o/rendo una somma di denaro, la cui accettazione era a discrezionalità
                  dell’o/eso.

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