Page 41 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli
cosa con la forza, ma lo faceva corrompendo la vittima e ingannando doppiamen-
te il marito, cercando di sottrargli la moglie e allo stesso tempo il patrimonio, ciò
emerge con chiarezza nella famosa orazione per l’uccisione di eratostene di lisia:
“il legislatore ha ritenuto che i violentatori meritassero una pena minore dei
seduttori; per questi infatti ha stabilito la pena di morte (…) nella convinzione
che chi agisce con violenza è odiato da chi subisce la violenza stessa, mentre quelli
che usano la seduzione corrompono anche l’animo delle vittime, Qno al punto
che rendono le mogli degli altri più a/ezionate a loro che ai mariti, che tutta la
casa Qnisce sotto il loro controllo e che diventa incerto di chi siano i Qgli, se dei
mariti o degli adulteri”.
la terminologia utilizzata dai greci per riferirsi alla moderna violenza sessua-
le è alquanto varia ed incerta.
i greci descrivono l’attacco unilaterale alla donna in termini di hybris, con-
cetto centrale nella cultura classica che richiama un’intollerabile e tracotante
manifestazione di superiorità. aristotele deQnì l’hybris come: “l’insieme di atti e
parole che impongono vergogna alla vittima, senz’altra Qnalità che questa e per il
puro piacere”. la causa del piacere per coloro che commettono l’hybris è che essi
credono, facendo del male di a/ermare meglio la loro superiorità”.
sulla scorta di quanto appena detto, non era considerata violenza sessuale
quando si costringeva la propria moglie ad un rapporto, o quando si usava la
forza con una prostituta (porne).
Quando ci fosse stato un rapporto con una donna vergine, il mito consen-
tiva di sostituire il matrimonio al ratto quale rituale di passaggio, perché l’unione
poteva plausibilmente proseguire in una stabile vita coniugale.
le prime regole in materia di rapporti sessuali nel mondo ellenico, sono
contenute nella legge di draconte (620-621 a.c.). tale legge vietò la vendetta pri-
vata, stabilendo che a partire da quel momento gli assassini venissero giudicati da
appositi tribunali e venissero condannati a scontare una pena, nel fare ciò, furono
stabilite alcune eccezioni, garantendo l’impunità a chi avesse ucciso in determi-
nate circostanze, una di queste era quello di chi avesse ucciso l’uomo sorpreso
con la moglie, madre, Qglia e sorella , questo perché la moicheia era considerato
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un comportamento così grave e inammissibile da giustiQcare l’uccisione del tra-
sgressore sorpreso sul fatto.
31 l’omicidio era da considerarsi legittimo, non volontario (phonos akousios), e perciò evitava di
andare in esilio: “se qualcuno uccide durante i giochi involontariamente, o per errore in guerra, o
se uccide l’uomo sorpreso presso la moglie, la madre, la sorella la Qglia o la concubina”. il moichos
poteva evitare l’uccisione o/rendo una somma di denaro, la cui accettazione era a discrezionalità
dell’o/eso.
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