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Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli
la plebe chiese il ripristino della potestà tribunizia e del diritto di appello
al popolo, e l’impunità per la rivolta; chiese inoltre la consegna dei decemviri,
che intendeva bruciare vivi. Valerio e orazio accolsero le richieste, eccetto l’ulti-
ma, raccomandando alla plebe di riconquistare prima la libertà e di agire poi
come riteneva meglio. a roma le richieste vennero accolte, anche dai decemviri,
che accettarono di dimettersi. la plebe tornò sull’aventino e lì elesse nuovi tri-
buni, fra cui icilio e numitorio. Un interré nominò poi consoli Valerio e
orazio, che ripresero la guerra contro gli equi e i sabini. prima che essi lascias-
sero la città con i loro eserciti, si esposero in pubblico tutte le leggi decemvirali.
nel frattempo Virginio citò in giudizio appio, imputandogli di aver riQutato,
contro la legge, la libertà provvisoria a sua Qglia. appio, che negò ad altri l’appel-
lo, presentò appello al popolo per sé stesso, com’era suo diritto. ciononostante
egli venne incarcerato; inutilmente difeso da un parente, prima del processo si
diede la morte.
proprio questo accadde fra le grida di giubilo, e sull’aventino, senza perde-
re troppo tempo vennero eletti i dieci tribuni, dopo di che, convocata la plebe nei
prati Flamini, venne ripristinato il regime consolare, poi, inQne vennero eletti i
due nuovi consoli, nelle persone di lucio Valerio e Marco orazio.
3. La condizione della donna nella Grecia Antica
in un primo momento, nelle civiltà mesopotamiche (egitto, persia, assiria,
Babilonia), la donna aveva una posizione molto elevata all’interno della società.
in questi luoghi è stato presente anche il matriarcato ma poi, con l’ascesa delle
monarchie militari, persero di prestigio e si iniziarono a formare i ginecei, dai
quali le donne non potevano uscire e dove non potevano vedere nessun uomo ad
eccezione degli eunuchi e del proprio marito.
nella grecia omerica (Viii sec. a.c.), la donna veniva rispettata, ma nell’età
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di pericle (V sec. a.c.) la donna viene relegata al ruolo passivo e domestico che
prevedeva la totale obbedienza al padre e, successivamente al marito. Quello di
tenere le donne in casa fu un privilegio delle classi agiate. se apparteneva ad una
famiglia ricca, la donna controllava gli schiavi mentre svolgevano i lavori dome-
stici e per il resto del tempo chiacchierava con le sue parenti. era permesso loro
di uscire solo raramente: le feste religiose erano occasioni per incontrarsi, ma
anche qualche particolare avvenimento della famiglia, come ad esempio la nascita
di un bambino.
29 la vita della donna era scandita prevalentemente all’interno delle mura domestiche, nella parte
interna della casa, detta gineceo (gynaikeîon).
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