Page 35 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli
dei Docenviri che negli anni 451-449 a.c. avevano redatto le leggi delle Xii tavo-
le, si innamorò perdutamente di una giovane, Virginia, promessa in matrimonio
dal padre (il centurione lucio Virginio) al giovane tribuno della plebe, icilio. la
ragazza, però, non cedette ad alcuna forma di corteggiamento e per tale motivo
appio claudio meditò un turpe stratagemma: ordinò a uno dei suoi clientes,
Marco claudio, di reclamare in tribunale Virginia come sua serva, sostenendo
falsamente che la giovane fosse nata in casa sua in condizione servile e che poi
fosse stata rapita e allevata da Virginio, ignaro del fatto che non si trattasse di sua
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Qglia . il piano prevedeva che il praetor incaricato di giudicare la causa fosse pro-
prio appio claudio: una volta pronunciata la sentenza, ovviamente favorevole a
Marco claudio, Virginia gli sarebbe stata consegnata e lui avrebbe avuto modo
di abusare di lei.
il loro piano meschino entrò in scena un giorno nel quale la ragazza tornava
a casa dopo le lezioni, così tra una taverna e l’altra, uscì il complice del decemviro,
che tirandola per un braccio, la reclamò per sé, sostenendo quanto accordato con
appio claudio. Virginia, naturalmente non acconsentì, e alle sue richieste di
aiuto, una numerosa folla si schierò al suo Qanco per difenderla. il cliente di
appio tuttavia non arretrò, dichiarando che la fanciulla era di sua proprietà e di
essere pronto a provarlo di fronte ad un giudice. spinti così dalla folla, i due si
presentarono davanti ad appio claudio, pronto per dirimere la questione in suo
favore. il complice del decemviro prese subito la parola, cercando di provare che
la giovane Virginia fosse e/ettivamente nata da una schiava che serviva nella sua
casa, e che solo in seguito, la fanciulla venne abbandonata, o rapita, e lasciata cre-
scere nella casa del centurione lucio Virginio, il quale, d’accordo con la moglie,
Qno a quel momento, erano stati considerati gli unici depositari del sapere giuridico. l’endemico
con itto che a roma divide patrizi e plebei rende necessaria una riforma normativa. si mandano
tre ambasciatori ad atene, per copiare le leggi di solone e studiare la legislazione greca.
successivamente il loro ritorno (451 a. c.) venne nominata una commissione, composta da dieci
uomini (detta per questo motivo decemvirato), esclusivamente scelti tra il patriziato ed incaricati
di stendere in forma scritta un codice giuridico. pur essendosi formato per svolgere una funzione
primariamente legislativa, il nuovo collegio assunse ben presto il controllo completo dello stato,
Qnendo anche col limitare il potere delle tradizionali magistrature repubblicane (sia il consolato
che il tribunato della plebe, per esempio, vennero temporaneamente sospesi). il risultato dell’azio-
ne dei decemviri, dal punto di vista giuridico, fu l’emanazione, nel 450 a. c., delle leggi delle Xii
tavole, ossia del primo vero codice normativo di roma; venne dato allo stato un nuovo assetto
di stampo autocratico, soprattutto grazie all’insistenza del patrizio appio claudio, il quale cercò
addirittura di prorogare i propri poteri assoluti a tempo indeterminato e rivelandosi nemico acer-
rimo della plebe, suscitando però anche l’odio di parte dei patrizi.
26 in quanto nata dal rapporto tra Marco claudio e una di lui schiava, Virginia sarebbe Qnita per
essere considerata di sua proprietà. su di essa Marco claudio avrebbe potuto esercitare la sua
patria potestas e quindi cederla a chi voleva e l’unione di appio con Virginia non avrebbe conQ-
gurato stuprum.
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