Page 40 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli
le donne di condizioni più umili, dovevano invece adoperarsi a preparare i
pasti e svolgere le pulizie, ma non e/ettuavano le compere, un compito a)dato
esclusivamente agli schiavi.
la donna usciva in rare occasioni, come le feste di matrimonio o le feste reli-
giose. in e/etti, il solo campo della vita sociale in cui le donne potevano godere
degli stessi diritti degli uomini, era proprio quello religioso, in quanto le donne
sposate e madri di famiglia, con un’ottima reputazione, potevano essere elette
sacerdotesse.
la donna era priva di gran parte dei diritti riconosciuti ai cittadini adulti e
liberi. le era vietato assistere a qualsiasi manifestazione pubblica, oltre che prati-
care qualsiasi attività sportiva, secondo un’antica tradizione, si diceva addirittura
che semmai una donna avesse praticato una qualche attività sportiva, grandi
sventure sarebbero arrivate in seguito a tutto il genere femminile.
l’adulterio era un reato esclusivamente femminile, le donne erano tenute
alla totale obbedienza al marito e alla totale fedeltà, di contro i cittadini maschi
avevano ampi margini di libertà sessuale, o/rendo la possibilità di a)ancare alla
moglie una concubina, di frequentare prostitute (il rapporto sessuale extramatri-
moniale o extra-concubinato non era moicheia poiché intercorreva con donne
che si vendevano) e di coltivare una relazione intellettuale, ma spesso anche Qsica,
con un giovane (pais ).
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l’uomo poteva anche convivere con una concubina, che dal punto di vista
dei doveri era pariQcata alla moglie, ma non godeva di alcun diritto; inQne accanto
all’uomo poteva esserci anche un’etèra, una donna colta, educata Qn da piccola a
fare compagnia all’uomo e sostenere conversazioni di alto livello su vari argomen-
ti; lo accompagnava dove non erano ammesse la moglie e la concubina (ad esem-
pio, ai banchetti) e aveva col compagno un’intesa prevalentemente intellettuale.
la porne, di contro, era una prostituta intesa in senso tradizionale, con la
quale i greci intrattenevano un rapporto meramente sessuale ed occasionale. per
le donne era importante appartenere ad una oikos (famiglia), colei che non ne
aveva una, apparteneva alla città e ai suoi uomini, fungendo da valvola di sfogo
della libertà sessuale maschile.
l’adulterio era il più grave disonore che una donna potesse compiere verso
la sua famiglia e sia per i greci che per i romani, era sicuramente più grave dello
stupro (nel mondo greco, addirittura non esisteva un termine per deQnire l’atto
di stupro), questo perché nell’adulterio l’amante non solo si appropriava di qual-
30 i paides, giovani amati, erano a loro volta oggetto di un desiderio non brutalmente sessuale, ma
nobilitato dalla comune partecipazione, nel banchetto, all’esperienza della socialità e dell’intellet-
to. l’obiettivo del rapporto era quello di educare il giovane e farlo diventare un buon cittadino.
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